Il Tirreno

«La partita inizia, siamo pronti a volare»

«La partita inizia, siamo pronti a volare»

Chiesa stracolma, il feretro portato dai giocatori di Rosignano e Castiglioncello. Il parroco: «Elia continua a giocare con noi»

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ROSIGNANO. Elia ha perso la vita tornando a casa dopo aver giocato a calcio. L’ultima cosa che ha fatto è stato condividere con i compagni la sua grande passione per questo sport. Si era allenato, era volato da un palo all’altro. Su quel campo di Castiglioncello era arrivato da pochi mesi, ma si era subito integrato con il gruppo. Amava il calcio, sì, fin da quando, a poco più di cinque anni, aveva iniziato a correre nella palestra di Rosignano Marittimo. Pochi metri in linea d’aria dalla chiesa dove, ieri, una comunità gli ha dato l’ultimo saluto. Estremo difensore, prima con la maglia del Rosignano, poi con quella del Castiglioncello. Due formazioni, almeno sul campo, nemiche. Una rivalità storica che solo la condivisione dello stesso territorio comunale e, negli ultimi anni, anche dei campi di gioco, può generare. Due formazioni che Elia ha unito. In piazza San Nicola, a Rosignano Marittimo, a dargli l’ultimo saluto c’erano i giocatori del Rosignano calcio e quelli del Castiglioncello. Due per parte hanno accompagnato il suo feretro dentro quella chiesa, uno al fianco dell’altro. L’immagine simbolo di questa tragedia. Vero, il calcio passa in secondo piano ma anche Don Federico Vallesi ha voluto sottolineare come la perdita di Elia sia una ferita nella comunità, ma una ferita che deve unire. «Elia con la sua vita ci ha dato un insegnamento: nei momenti più difficili dobbiamo unirci e continuare a lottare. Elia non ci abbandonerà, continuerà a lottare e giocare con noi». Il calcio e lo sport si respirano in ogni angolo. «Noi non siamo un numero, noi siamo i numeri uno». È il messaggio scritto su uno dei palloncini bianchi che, all’uscita della bara dalla chiesa, volano in alto sospinti dal vento. «Sei volato in cielo come volavi tra i pali. Rimarrai sempre nei nostri cuori. Ciao Elia». Questo, invece, la frase scritta su uno striscione sorretto da tanti ragazzi giovani come Elia e che seguirà il corteo funebre fino al cimitero di Rosignano Marittimo. Il messaggio più emozionante, forse, è quello che il suo ex preparatore dei portieri, Emiliano Gronchi, gli scrive su Facebook. «Siamo i primi ad esser menzionati all'altoparlante. La nostra maglia è diversa. Il nostro numero: 1! La partita inizia, pronti a volare. Quel volo che speri duri un'eternità. Noi non siamo un numero, siamo i numeri uno. Dedicato ad Elia». C’è la vita di un giovane sportivo nell’ultimo saluto a Leoncini. Fa male allo stomaco quella piccola porta da calcio circondata da fiori. Davanti alla bara di un ragazzo di vent’anni che non potrà più difenderla. Ma la speranza che, da lassù, aiuterà ancora i compagni di squadra.

Alessandro Bientinesi

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