Attenzione
«Fuori, la casa esplode!» Ma sono ladri
Tre giovani vestiti da operai buttano giù dal letto i proprietari di una palazzina e fuggono col malloppo su un’Audi grigia
MONTESCUDAIO. Hanno suonato il campanello alle 7 del mattino. Una lunga scampanellata ripetuta. «Correte fuori, correte... la casa sta per esplodere: c’è una grossa fuga di gas, togliete tutto il metallo, che dobbiamo immettere un liquido speciale nei tubi...» L’allarme arriva da due giovani vestiti da operai con le pettorine arancioni catarifrangenti, che con voce concitata urlano sulle scale della palazzina, buttando giù dal letto i proprietari dei due appartamenti. La loro voce risuona nel silenzio lungo una strada centrale del Fiorino, popoloso borgo alle spalle di Cecina, anche se già in provincia di Pisa. Sono due giovani con gli auricolari, vestiti da operai: salgono e scendono le scale, impartendo ordini ai proprietari assonnati e intimoriti dall’allarme gas. «Può scoppiare tutto da un momento all’altro, correte - dicono - mettete le vostre cose più importanti, quelle che volete salvare in una borsa e appoggiatela sul tavolo, vi aiutiamo noi a portarla fuori. Poi uscite subito di casa».
Un terzo giovane è sulla strada, anche lui auricolare all’orecchio.
I proprietari dei due appartamenti che compongono la palazzina a due piani, collegati da una scala esterna, sono ancora a letto: in pigiama e ciabatte si preparano velocemente. Mettono in una borsa oro e soldi, carte di credito. Uno dei due però ha un momento di esitazione. Pur pressato dalle urla dei due giovani, vuole saperne di più. E prende il cellulare per telefonare ai carabinieri. Il giovane che è appena entrato in casa sua lo ferma. «No, no: il campo magnetico è pericoloso, il telefono può innescare un’esplosione», dice. Ma l’uomo insiste, vuole chiamare i carabinieri. Allora il giovane, con uno scatto da gatto come racconterà il proprietario, afferra la borsa appoggiata sul tavolo e schizza sul pianerottolo esterno. L’uomo gli corre dietro, riesce ad afferrarlo al collo, ma il giovane si divincola e corre giù. L’uomo potrebbe spingerlo dalle scale, ma è una frazione di secondo. Il giovane butta la borsa di sotto e l’uomo per inseguirlo cade sui gradini.
Appena riesce a rialzarsi si affaccia dal ballatoio e vede l’altro inquilino della palazzina, anche lui confuso. «Chiama i carabinieri», gli urla. Ma ormai i due giovani sono volati in strada con i borsoni e si allontanano con il terzo falso operaio velocemente su un’Audi scura, forse grigia, che hanno parcheggiato in una stradina laterale.
I derubati riescono a leggere la targa dell’auto: c’è una K in mezzo. Ma probabilmente è una targa fasulla o rubata, gli diranno i carabinieri quando sporgono denuncia.
Un episodio che ha una regia quasi da film, un altro stratagemma dei ladri d’appartamento che continuano a flagellare le nostre città. In questi mesi ci sono stati decine di episodi, dalle Spianate a Castiglioncello a Rosignano Solvay, da Nibbiaia a Vada, da Cecina alle colline pisane.
Per convincere i proprietari, ormai sempre più guardinghi e attenti ad installare allarmi e protezioni, i ladri usano la truffa giocando la carta della paura. In questo caso, fingendosi tecnici, hanno dato l’allarme gas, uno dei più insidiosi perché può venire da fuori, dove si trovano le condutture pubbliche del metano. E ancora una volta i ladri hanno scelto una zona con una vicina e facile via di fuga: il Fiorino è infatti a due passi dalla Variante Aurelia.
Un caso simile si era verificato a Rosignano Solvay lo scorso novembre: anche allora i ladri avevano finto una fuga di gas riuscendo pure a simulare l’odore del metano. Vittima una signora a cui rubarono goielli e soldi. E anche allora fuggirono a bordo di un’Audi scura. Un’auto che ricorre spesso nelle segnalazioni di furti nella nostra zona.
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