Il dolore
Via di Serragrande, troppi pericoli
Strada stretta e senza illuminazione, per anni una raffica di proteste
ROSIGNANO. La morte di Elia Leoncini fa tornare prepotentemente alla ribalta la situazione di via di Serragrande, un rettilineo con l’asfalto sconnesso e in certi tratti troppo stretto. Non solo, visto che di notte la strada è praticamente al buio. Anche la zona dove è avvenuto l’incidente in cui ha perso la vita il giovane portiere del Castiglioncello, è scarsamente illuminata.
Delle carenze della strada che congiunge Rosignano Solvay a Rosignano Marittimo si parla almeno dall’inizio del decennio scorso, quando vari cittadini avviarono proteste perché via di Serragrande era piena di buche e dossi, indubbiamente pericolosi per garantire sicurezza ai mezzi di passaggio. Così dal 2002, quando è stato inaugurato il nuovo svincolo della variante Aurelia, si è cominciato a ipotizzare un allargamento della carregiata e una globale manutenzione di via di Serragrande. L’allargamento c’è stato, ma soltanto del settore lato mare, mentre il tratto più a monte non è stato oggetto di particolari interventi. Eppure è evidente che via di Serragrande, la cui conformazione porta spesso chi la percorre ad eccedere nella velocità, rappresenti una delle arterie meno sicure del territorio. Basterebbe almeno sistemare dissuasori e adeguare l’illuminazione.
Negli ultimi anni polemiche sulla sicurezza della strada che collega Solvay a Marittimo sono sorte anche quando hanno cominciato a transitarvi i bus del trasporto scolastico, vari sono infatti i genitori che segnalano come sia particolarmente pericoloso, soprattutto per i bambini, attendere i pullman su una strada dove i mezzi sfrecciano ad alta velocità.(a.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
