Sicurezza
Pronta la nuova barriera per fermare l’erosione
San Vincenzo, il Comune blocca il secondo stralcio dei lavori lungo la costa Un concorso aperto agli studi di ingegneria idraulica per rivedere il progetto
SAN VINCENZO. Sono in via di conclusione, dopo alcuni mesi dal loro inizio, i lavori di allargamento della barriera soffolta che si estende dal porto turistico di San Vincenzo fino alla foce del fosso del Renaione, sotto piazza Gramsci. L’intervento è stato interamente finanziato dalla Sales, e si è reso necessario dopo un periodo di tre anni dal posizionamento della barriera facente parte del primo stralcio del progetto di difesa della costa, costato 409.000 euro.
In questi tre anni si è verificato un progressivo fenomeno di erosione che ha ridotto le dimensioni della spiaggia sia in termini di profondità che di volume, rendendo il tratto interessato fruibile in maniera minore per l’utilizzo balneare. Allo stesso tempo le forti mareggiate che si sono abbattute durante quest’inverno sul litorale sanvincenzino hanno evidenziato l’urgenza di intervenire in quel tratto di spiaggia.
L’amministrazione comunale si dice «da sempre sensibile al fenomeno dell’erosione marina», e sottolinea di aver «confermato nel programma triennale dei lavori pubblici il secondo stralcio del progetto antierosione». «Alla luce dei risultati scaturiti dalla realizzazione del primo stralcio dell’opera, in accordo con la Regione Toscana – aggiunge –, è stato deciso di rivedere il progetto complessivo mettendo in campo degli strumenti validi per contrastare il fenomeno ma, allo stesso tempo, salvaguardando il più possibile un patrimonio come la spiaggia sia dal punto di vista naturalistico che da quello dell’utilizzo balneare».
Nei prossimi mesi sarà istituito un concorso al quale potranno partecipare gli studi di ingegneria del settore idraulico per la presentazione di un progetto alternativo a quello attuale. «Il progetto – spiega l’amministrazione comunale – sarà poi esaminato in accordo con la Regione e realizzato nei prossimi anni con fondi regionali stanziati appositamente all’interno del piano difesa della costa».
Il progetto complessivo, firmato dal professor Pierluigi Aminti negli anni scorsi, sarà rivisto, perché evidentemente, come aveva avuto occasione di dire l’assessore all'Ambiente Antonio Russo, non ha dato i risultati sperati. Confermato nel piano triennale dei lavori pubblici il secondo stralcio dell’opera, del costo di 872mila euro. Soldi, questi, che, come chiarisce l’amministrazione comunale, saranno finanziati con fondi regionali per un’opera che sarà realizzata nei prossimi anni. Per l’intervento sarà istituito nei prossimi mesi un concorso per ingegneri del settore idraulico che dovranno presentare un progetto alternativo. Intanto si discute delle cause dell’erosione, che alcuni imputano ai fenomeni naturali e altri alla costruzione del nuovo porto turistico.
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