Toscana
Condoni: obiettivo incasso, 2.000 pratiche da evadere
Cecina, creato un ufficio dedicato per riuscire a incassare i due anni circa 600.000 euro. Tra le partite da chiudere ci sono ancora delle domande che risalgono al 1985
CECINA. La porta del condono edilizio si è aperta trent’anni fa. Le pratiche sono arrivate negli uffici del Comune di Cecina. Ma dal 1985, nonostante i ripetuti annunci, poco è stato fatto. Le carte si sono impolverate e ammassate. Un cumulo di migliaia di fogli, alimentato anche dai condoni del 1994 e del 2004, che in tempi di austerity, di patto di stabilità e stretta sulle spese torna al centro dell’azione amministrativa. Motivo? Chiudere tutte quelle partite rimaste in sospeso potrebbe portare nelle casse del Comune oltre 600.000 euro. Una cifra indicativa di quanto potrebbe incassare il Comune di Cecina dalle pratiche giacenti all’ufficio tecnico.
Anche la giunta Lippi torna a guardare a quel tesoretto. E come i suoi predecessori per sbrogliare la matassa annuncia nei prossimi mesi l’assunzione di un geometra che verrà dedicato al neonato ufficio Fondi Ue, recupero evasione e recupero condoni. Si tratta, infatti, di una strada già battuta. Si assume un geometra con le migliori intenzioni e poi una volta in organico finisce per occuparsi di tutt’altro. C’è chi ne ha contatti una decina dal 1985 a oggi.
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A fare la differenza rispetto al passato potrebbe essere l’architettura dell’operazione. Il geometra assunto e dedicato a un ufficio ad hoc. Ma anche il meccanismo per incentivare il personale dipendente che in questi anni si è occupato della partita. «Abbiamo previsto una dotazione in un fondo di bilancio di 20.000 euro per finanziare il lavoro in orario straordinario – dice l’assessore Federico Cartei –. Un progetto sostenuto da incentivi economici che contiamo di portare a conclusione nell’arco di due anni». Unico neo ancora da sciogliere i tempi con cui il geometra potrà entrare in organico. «Le assunzioni sono bloccate in attesa che si definisca la partita della mobilità dei dipendenti delle Province. Prima di poter procedere a un’assunzione esterna, in pratica, dobbiamo verificare se nell’organico provinciale c’è un dipendente con i requisiti professionali adeguati al profilo che stiamo cercando».
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L’impatto dei tre condoni edilizi sul Comune di Cecina è riassunto da questi numeri: 3.270 domande presentate col maxi-condono del 1985, quello più grande. Altre 940 domande col condono del 1994 e 290 con l’ultima sanatoria, quella del 2004, sul cui numero di richiesta ha indubbiamente pesato la stretta della Regione Toscana che ha imposti vincoli stringenti sulle possibilità di condonare strutture edilizie non conformi ai regolamenti. I numeri delle pratiche fanno registrare un totale di 4.550 dal 1985 al 2004 da cui tolte quelle risolte dagli uffici ne restano circa duemila.
Un arretrato smaltito a singhiozzo e in genere a seguito dell’urgenza dettata da operazioni di compravendita immobiliare. Tanto che ancora sono giacenti delle pratiche di trent’anni fa. E nessuno fa mistero delle difficoltà con cui potranno essere risolte dovendo reperire carte ingiallite dal tempo. La stima dei 600.000 euro in valore delle duemila pratiche si deve ai meccanismi dei diversi condoni. In quello del 1985, per esempio, si pagava l’oblazione ma non i contributi accessori. Con i condoni del 1994 e del 2004, invece, si pagano sia l’oblazione che gli oneri. Ad alimentare il conto le sanzioni derivanti da danno ambientale, a cui va aggiunta la tariffa dei diritti di segreteria maggiorata, introdotta dal Comune di Cecina, e che è di 100 euro a pratica.
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