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Agostini per un nuovo welfare «Una rete pubblico-privato»

Agostini per un nuovo welfare «Una rete pubblico-privato»

ROSIGNANO. Ripensare il terzo settore, ovvero riformare i modelli del sociale, i servizi, le reti formali ed informali. Lo propone il consigliere comunale dei Riformisti Marco Agostini, presidente...

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ROSIGNANO. Ripensare il terzo settore, ovvero riformare i modelli del sociale, i servizi, le reti formali ed informali. Lo propone il consigliere comunale dei Riformisti Marco Agostini, presidente della commissione sul sociale, prendendo spunto dalle conclusioni emerse nell'ultimo forum nazionale del terzo settore che «ha evidenziato tra le parti sociali il delinearsi di una manovra espansiva e innovativa come non avveniva da molti anni con provvedimenti che potrebbero andare nella direzione giusta, a partire dalle detrazioni alle onlus, all'aumento dei fondi stanziati per il 5 per mille», spiega Agostini.

Secondo il consigliere occorre evidenziare la difficoltà di prospettiva alla luce dei mutati bisogni e della disponibilità delle risorse complessive. «Tutto questo anche in territori come i nostri - spiega Agostini - ed in particolar modo della Bassa val di Cecina e Val di Cornia da sempre piuttosto attenti a tali politiche sociali, sicuramente potrebbe determinare sofferenze nuove che occorre prevenire aprendo un dibattito politico ampio che coinvolga anche riflessioni di letteratura scientifica recente ed esperienze innovative territoriali. In conclusione "le risorse che questa manovra di riforma del terzo settore sembra muovere sono tante, alla base ci deve essere l'idea di una fiducia necessaria a far ripartire il Paese; una fiducia che si ottiene anche attraverso la coesione sociale». Bisogna procedere alla costruzione di un "nuovo welfare" che segua la logica dei due pilastri». Tra l'altro è opinione del consigliere che «il modello attuale basato sul solo pilastro pubblico necessiti in forma complementare di forme integrative quali quelle fornite del pilastro privato il quale attraverso la costituzione ed il rafforzamento in nuove forme di rete tra terzo settore, mutue, associazioni di volontariato, no profit può rappresentare la vera ulteriore risorsa di prospettiva».

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