Sicurezza
Una mappa sul territorio per censire i defibrillatori
Cecina: il comune invia lettere a dirigenti scolastici e associazioni sportive e di categoria. Lippi e Niccolini: «Importante sapere quante macchine salvacuore ci sono in città»
CECINA. Una mappa dei defibrillatori presenti sul territorio. Parte la campagna-sicurezza del Comune dopo la richiesta proveniente direttamente dalla quarta commissione consiliare. Inviate in questi giorni le lettere a dirigenti scolastici, associazioni sportive e di categoria con l'invito a fornire informazioni.
«Vogliamo sapere con certezza - hanno dichiarato il sindaco Samuele Lippi ed il presidente della IV commissione consiliare Mauro Niccolini - quanti sono ad oggi i macchinari salvavita disponibili e chi li gestisce, così da predisporre un eventuale piano che garantisca una copertura uniforme e il più capillare possibile». L'esigenza è emersa all'interno dei lavori svolti dalla quarta commissione. Alla riunione erano stati invitati a partecipare medici specializzati come le dottoresse Paola Tazzioli e Rita Dragoni quest'ultima responsabile del 118, il direttore del reparto di Cardiologia dell'ospedale di Cecina Roberto Testa e il dottor Marco Gucci, istruttore di primo soccorso e di Blsd (Basic Life Support Dae).
«Conoscere quanti defibrillatori semi-automatici salva cuore sono disponibili in città – hanno proseguito Lippi e Niccolini – e sapere quanti sono coloro che li sanno utilizzare e hanno il compito della loro manutenzione è fondamentale per portare avanti progetti come quelli avanzati dall'Usl6 e dal dottor Gucci per trasformare Cecina in una città “cardioprotetta”».
Un obiettivo condiviso anche dagli altri componenti della stessa commissione: Paolo Barabino (vice-presidente), Rosanna Farinetti, Massimo Gentili, Meris Pacchini, Barbara Suffredini e Pamela Tovani, quest'ultima peraltro promotrice di una mozione ad hoc. Per questa ragione il Comune ha inviato una lettera indirizzata a scuole, società sportive e stabilimenti balneari per conoscere lo stato dell'arte ed individuare, se e dove esistono carenze e come intervenire.
Gli stessi medici presenti alla riunione hanno suggerito l'importanza di partire da una fotografia della realtà attuale; indispensabile sapere quante e quali strutture hanno al proprio interno un defibrillatore, la tipologia e il modello, insieme allo stato di manutenzione dello stesso. Necessario altresì conoscere l'elenco delle persone che negli anni sono state formate per utilizzare questi strumenti e in che periodo. Una volta ottenute tutte queste informazioni, sarà più facile individuare le necessità e pianificare i passaggi operativi successivi così da migliorare significativamente la sicurezza di tutti i cittadini e avviare il progetto “Cecina cardioprotetta”.
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