La manifestazione
Sequestrati denaro e altri tre immobili
Il provvedimento del Gip: bloccati a tutela delle vittime 280.000 euro ritenuti provento dell’attività illegale
CASTAGNETO CARDUCCI. Tre immobili e denaro per un totale di 280.000 euro. Il tutto nell’ambito del sequestro cautelare disposto lo scorso gennaio dal Giudice per le indagini preliminari a seguito dei quattro nuovi episodi di usura accertati a danno di vittime residenti nella provincia di Livorno. Un patrimonio congelato che è pari agli interessi e agli illeciti vantaggi usurari che avrebbe conseguito Michelangelo Fedele dalle operazioni. Ed è una misura presa al fine di salvaguardare i diritti delle persone offese del reato alla restituzione delle proprietà e al risarcimento dei danni.
Le nuove proprietà sequestrate sono due immobili a San Vincenzo e uno a Campiglia Marittima. Inoltre, denaro per circa 26.000 euro. Ma rispetto al maxi sequestro dello scorso anno, un patrimonio immobiliare del valore di 4 milioni di euro, in questo caso, spiegano gli inquirenti, è provato il reato di usura e quindi se le accuse reggeranno in sede processuale scatterà il provvedimento di confisca dei beni. Nel precedente provvedimento, invece, spetterà a Michelangelo Fedele chiarire l’origine dei soldi con cui ha portato a termine le operazioni immobiliari al centro del sequestro cautelare, ritenute sproporzionate nel valore rispetto alla sua capacità di reddito dichiarata. Insomma, secondo l’accusa non avrebbe potuto permettersele.
Il primo sequestro. Trentacinque immobili, di cui 16 appartamenti, cinque appezzamenti agricoli, un terreno adibito a stazione di servizio. E ancora otto autorimesse, due magazzini, un fabbricato a uso industriale e due immobili a uso corte. Tutto sequestrato. Un patrimonio immobiliare del valore di 4 milioni di euro. Anche se dal totale del provvedimento scattato lo scorso novembre devono essere detratti 8 immobili che il Tribunale del riesame ha dissequestrato all’inizio di gennaio poiché i giudici hanno valutato una sproporzione tra le irregolarità finanziarie contestate e il valore del patrimonio su cui sono stati messi i sigilli.
Eppure gli inquirenti mettono in luce che dei 35 immobili ancora 27 sono sotto sequestro poiché il giudice del riesame non ha ritenuto sufficienti le prove portate dalla difesa di Michelangelo Fedele, l’avvocato Marco Talini del Foro di Livorno, a giustificazione delle operazioni immobiliari.
Nella geografia delle proprietà originariamente poste sotto sequestro: un immobile a Livorno, 6 a Cecina, 19 a Castagneto Carducci, 3 a San Vincenzo e 6 a Campiglia Marittima. E in particolare, un immobile con annesso terreno di 16mila metri quadrati a Cecina, che è stato acquisito da Michelangelo Fedele all’asta.
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