Il Tirreno

L’Asl ancora in debito per oltre tre milioni

di Anna Cecchini
L’Asl ancora in debito per oltre tre milioni

Fantoni, dg di Nuovo Futuro, in commissione parla dei licenziamenti «Non abbiamo esubero di personale, ma solo di ore lavorate»

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ROSIGNANO. «Non è escluso che venga chiesto di suddividere il sacrificio tra tutti i dipendenti, ma questo tipo di richiesta non può venire dal Cda, ma semmai con un passaggio attraverso il sindacato». Alla richiesta del consigliere di minoranza Gherarducci (Sul) di una «distribuzione su tutti i dipendenti per sistemare il passivo», Mario Romani, direttore amministrativo di Nuovo Futuro ha spiegato che «non può essere il Cda a chiedere a persone che magari fanno 11 ore di lavoro a settimane, guadagnando poche centinaia di euro, di fare altri sacrifici. Il passaggio, semmai, deve avvenire tramite il sindacato».

Le parole del Cda. Il Cda di Nuovo Futuro, dopo la notizia dell’avvio della procedura di licenziamento per 120 dipendenti, ha parlato ieri mattina durante la seduta della terza commissione (attività produttive), alla quale, vista l’importanza del tema hanno preso parte anche il sindaco Franchi e il suo vice Donati. Sui banchi dei consiglieri erano schierati i vertici della cooperativa con sede alle Morelline. C’erano Stefano Fantoni, direttore generale di Nuovo Futuro, Andrea Guerrieri, direttore di settore; Patrizia Cerrai, direttore del personale; Mario Romani, direttore amministrativo; la vicepresidente Alessandra Cerrini e i membri del Cda Francesco Orsini, Graziano D’Apice e Adriana Casini. Per la prima volta da quando è emersa notizia della crisi della Nuovo Futuro, i vertici hanno affrontato apertamente la situazione parlando delle procedure avviate con i sindacati.

Mancati pagamenti dall’Asl. Romani ha sottolineato che le difficoltà sono ancora legate ai mancati pagamenti da parte di Asl e alla mancata omogeneità di questi pagamenti.. «Abbiamo aggiornato la situazione al 31 gennaio scorso - ha detto il direttore amministrativo -, quindi manca il mese di febbraio, ma a quella data l’azienda sanitaria ci deve ancora 3 milioni e 286mila euro». Affermazione, quella di Romani che va contro le dichiarazioni fatte la scorsa settimana dall’Asl, che chiarì di aver saldato tutti i pagamenti del suo settore (sanitario). Da capire se questi soldi devono essere dati direttamente dall’Asl 6 o invece l’azienda sanitaria rappresenti solo il tramite di pagamenti che essere fatti dai Comune. L’amministrazione rosignanese, tramite Franchi ha ribadito di aver saldato eventuali debiti con Nuovo Futuro. Romani ha anche spiegato quali sono gli stipendi all’interno della cooperativa, «Per un dipendente - ha detto -si va da 900 a 1.200 euro, mentre un direttore ne guadagna circa 2.100. Chi è nel Cda riceve 100 euro lorde al mese».

Rimodulare orari di lavoro. Quanto al futuro dei 120 dipendenti interessati dalla procedura di licenziamento collettivo, Graziano D’Apice ha ripetuto che «si parla di 120 persone, ma per la maggior parte di loro si tratterà di una rimodulazione dell’orario di lavoro». Perché, come ha ribadito il dg Fantoni, «non abbiamo esuberi di dipendenti, ma di ore lavorate. Non crediamo che sia giusto che una persona lavori 25 ore a settimana ma poi venga pagata per 30». Da qui la necessità di limare l’orario di lavoro di 120 dipendenti. Fantoni è entrato nel vivo facendo un esempio concreto sulla gestione del personale impiegato nei Cup dell’Asl. «In questo settore - ha detto - abbiamo impiegate 55 persone, e riscontriamo tra le 75 e le 80 ore settimanali in esubero. Chiaro che avremmo potuto tagliare due dipendenti e sarebbe stato facile eliminare le ore in esubero, ma non sarebbe stato giusto. Quindi queste 75 ore devono essere tagliate considerando tutti i dipendenti del settore».

Tre consulenti esterni. D’Apice ha poi risposto al consigliere Francesco Serretti (M5S), che ha chiesto chiarimenti sulle dimissioni dell’ormai ex presidente Tiziana Cavallini e sulla presenza di un elevato numero di consulenze esterne all’interno di Nuovo Futuro. «Abbiamo tre consulenti - ha detto D’Apice, uno dei quali è il direttore generale. Diciamo che le consulenze non incidono molto, si parla di 50mila euro all’anno. Quanto alle dimissioni di Cavallini, sappiamo che ha dichiarato che non era perfettamente in linea con questo tipo di manovra, altrimenti il motivo va chiesto direttamente a lei». Lo stesso Fantoni, a chi ha fatto presente l’ipotesi di dimissioni dei vertici della cooperativa, ha spiegato che il Cda è in scadenza il prossimo maggio. E infine D’Apice ha spiegato che finora non è stata fatta un’assemblea globale di dipendenti e soci, ma soltanto «riunioni di comparto, non perché crediamo nella logica del divide et impera ma per spiegare meglio la situazione ai vari settori. Seguirà un’assemblea di tutti i soci».

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