Il Tirreno

CECINA

Gli scatti della Grande Guerra

Una foto della Grande Guerra alla Fondazione Geiger
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Una foto della Grande Guerra alla Fondazione Geiger

Un pezzo di storia nella mostra alla Fondazione Geiger

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CECINA. La Grande Guerra non è solo il conflitto più imponente della modernità, ma anche l’occasione in cui gli uomini si trovano per la prima volta a fronteggiare macchinari bellici nuovi e situazioni terribili. Come l’uso dei gas velenosi, che richiedono maschere apposite, l’impiego di dirigibili e i sottomarini, ma anche le condizioni disumane di vita nelle trincee, il diffondersi di malattie e lo spiegamento di soccorsi su vasta scala quali la Croce Rossa. Tutti fatti che molti conoscono dalla storia, di cui l’esposizione “La Grande Guerra. Il mondo contro se stesso”, in corso alla Fondazione Geiger fino al 3 maggio, offre uno spaccato.

Curata dal direttore Alessandro Schiavetti, presenta due sezioni: un panorama generale e una serie di episodi del territorio che costituiscono un capitolo locale molto interessante. L’interno di una trincea, una baracca dove dormivano i soldati in prima linea, le loro uniformi, i fucili e le baionette, una serie di elmi ed equipaggiamenti rendono l’idea di come vivevano i soldati sotto il fuoco dei cannoni. La guerra, scoppiata nel 1914 a seguito dell’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, vide il nostro paese entrare in guerra il 23 maggio 1915, quando il giovane Regno D’Italia dichiarò guerra all’Impero Austroungarico. Cosa significò per i soldati italiani andare a combattere in zone del paese sconosciute, in condizioni igieniche disastrose, spesso mal equipaggiati, si legge nelle lettere scritte dal fronte, come quelle prestate dall’Archivio Storico del Comune di Cecina, che testimoniano i legami d’affetto cui si attaccavano per nutrire la speranza. Di maggior spicco è il piccolo diario scritto in trincea nel 1916-17 dal sottotenente Benedetto Ugo Narsetti, casalese che andò a combattere sull’Altopiano di Asiago e annotò la cronaca di quei giorni, scattando foto come un reporter di guerra.

Accanto a questa testimonianza toccante c’è l’elica del dirigibile U5 che cadde a Castellina il 2 maggio 1918, causando la fine del pilota (di cui è esposta la divisa) e del suo equipaggio, come ricorda il cippo sulla via per Valdiperga. Infine un episodio di patriottismo a Portoferraio: il 23 maggio 1916 un dirigibile austriaco esplose venti colpi di cannone davanti alla spiaggia di Bagnaia, stoppato da un cannone al Forte Stella. Subito dopo le case del paese appesero bandiere tricolori alle finestre in segno di sfida, e il quotidiano “Il popolano” detta la notizia in edizione straordinaria, benché censurata. Quasi tutti i pezzi esposti provengono da collezioni private, una trentina sono cimeli del territorio. La mostra è aperta tutti i giorni ore 16-20, ingresso libero. Info: www.fondazionegeiger.org.

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