Il Tirreno

I genitori vogliono portare la petizione a Papa Francesco

di Elisa Pastore
I genitori vogliono portare la petizione a Papa Francesco

Santa Luce, altre proteste contro la scelta della scuola di non accogliere il vescovo Il consigliere di minoranza Morelli attacca la giunta: non ha fatto parlare la gente

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SANTA LUCE. Non si placa la protesta dei genitori degli alunni che frequentano l'istituto comprensivo “G. Mariti” di Fauglia. Stanno continuando a raccogliere sempre più firme e minacciano di portarle direttamente in Vaticano. «Hanno intenzione di portare la lettera alla quale è stata allegata anche una sentenza del Consiglio di Stato firmata dall'ex presidente Giorgio Napolitano che stabilisce che vescovi o esponenti di altri credi religiosi possano entrare all'interno di una scuola pubblica senza che ne venga lesa la laicità – ci spiega Francesco Morelli, consigliere della lista civica di opposizione Opportunità per Santa Luce ed ex vice sindaco della passata amministrazione - direttamente in udienza dal Papa». Non ci stanno alla decisione del consiglio d'istituto di negare all'arcivescovo di Pisa, Monsignor Giovanni Paolo Benotto, un incontro con gli alunni durante l'orario scolastico. «Ogni scelta che viene presa all'interno dell'istituto comprensivo, come quella di adottare alle elementari il sistema “senza zaino” – ha commentato il consigliere – è un'imposizione che non ammette alternative e che mette sempre in secondo piano il valore educativo dei bambini. Si tratta di una scuola politicizzata per cui ad oggi c'è un livello altissimo di abbandono scolastico, di diseguaglianza e di preparazione molto più basso tra gli studenti rispetto a 15 anni fa quando era invece un'eccellenza ». Morelli fa riferimento al consiglio comunale di giovedì sera, seguito da un momento di convivialità con il vescovo e dall'incontro con la direttrice scolastica Daniela Pampaloni e con varie associazione laiche. «L'amministrazione – ha detto – che non si aspettava che al consiglio comunale partecipassero circa 70 cittadini, non ha preso nessuna posizione e non ha avuto il coraggio di proporre un incontro pomeridiano con il vescovo perché ha paura di esporsi con il comprensorio. Tranne il vicesindaco che si è detto dispiaciuto e si è dissociato dalla decisione della scuola, l'intervento del sindaco è stato vago e generico mentre il vescovo ha detto semplicemente come la scuola al momento abbia perso un'occasione di apertura culturale e di relazione. C'è stato – ha concluso – un atteggiamento ipocrita da parte di tutto il consiglio come ipocrita è stata la decisione di non dare la parola ai cittadini e di organizzare la cena nella mensa scolastica delle elementari. Dopo questa scelta, a nostro avviso molto grave, abbiamo deciso di far verificare alle autorità competenti la presenza dei crocifissi all'interno delle aule visto che è stato fatto un atto nel consiglio comunale della passata amministrazione». (e.p.)

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