Attenzione
«È stato un gesto spontaneo dargli quei 15 centesimi»
Parla il giovane che ha pagato i soldi mancanti al ragazzo down al McDonald’s «Mi è sembrato confuso, in difficoltà. Per me è stato normale intervenire»
CECINA. «Era impossibile non accorgersi che il ragazzo fosse down». Il giovane che ha pagato i 15 centesimi mancanti per il panino negato al ragazzo down al McDonald's di Cecina interviene, contattandoci con un messaggio sul Tirreno Facebook. Chiede di rimanere anonimo, perché - dice - «ho fatto una cosa che avrebbe fatto chiunque, il mio è stato un gesto spontaneo, non sono in cerca di pubblicità o di complimenti. Ma non ne faccio una colpa alla cassiera, peraltro giovanissima, che deve rispettare certe regole per non perdere il lavoro. Però poteva almeno evitare di dire che non se ne era accorta, questo era impossibile: il ragazzo era confuso e non sapeva neppure contare i soldi».
Ecco cosa scrive Tommaso, questo il suo nome di battesimo, che ha 28 anni e lavora in una ditta di infissi della zona. «Sono il ragazzo che era in fila e ha pagato la differenza di 15 centesimi che mancavano, nell'articolo ho letto che la cassiera afferma di non essersi accorta che quel ragazzo fosse down, ma posso assicurarti che questo è davvero impossibile, era evidente. Se poi devo dire tutto - aggiunge - ma su questo non ho una sicurezza del 100%, i panini da lui ordinati non mi sembravano quattro ma solamente due. La cosa davvero triste è che a queste cassiere viene ordinato di parlare veloce per risparmiare quei 3-4 secondi di tempo, e poi in un attimo si perdono anni e anni di progressi umani nella solidarietà e nel buonsenso verso i più deboli. Quel ragazzo sicuramente non sapeva nemmeno contare, quando lei gli chiedeva altri spiccioli era totalmente spaesato».
Tommaso però prende le distanze da certi commenti postati su Facebook. «Dispiace anche vedere chi strumentalizza la cosa da un punto di vista politico e ne sto leggendo tanti. Chiedo di rimanere anonimo perchè non sono in cerca di complimenti, di "bravo" o di pacche sulle spalle, ho fatto quello che avrebbe dovuto fare chiunque. Volevo solo chiarire il fatto che era impossibile non accorgersi che il ragazzo fosse down. Sulla rigidità del non applicare 15 centesimi di sconto non ne faccio una colpa alla cassiera (peraltro giovanissima) che deve rispettare certe regole per non perdere il lavoro, però poteva evitare questa affermazione e la cosa poteva essere gestita molto meglio dai suoi superiori».
Il caso ha suscitato centinaia di commenti. È successo all’ora di pranzo di martedì 3 marzo al McDonald’s di Cecina. Un ragazzo down in fila alla cassa non aveva 15 centesimi per pagare il conto. La commessa, dopo essersi consultata con la caporeparto, gli ha detto di posare il panino. Ma dietro al ragazzo un altro giovane in fila, Tommaso, si è subito offerto di pagare la cifra mancante. Ha aggiunto le monetine e il giovane down ha potuto riavere il suo menù completo e si è seduto a un tavolo per mangiare.
Una scena che non è passata inosservata ad alcuni ragazzi in fila alla cassa del fastfood di via Montanara, che hanno espresso il loro sdegno attraverso un messaggio sulla nostra pagina Facebook.
Il titolare del McDonald’s cecinese, Roberto Creati, che abbiamo interpellato, ha confermato l’episodio, spiegando che la commessa «ha fatto quello che facciamo con tutti, senza nessun intento discriminatorio: i prezzi sono esposti con chiarezza e le regole valgono per chiunque», anzi se avesse fatto un’eccezione «con questo ragazzo perché era disabile avrebbe avuto un comportamento razzista al contrario». Una tesi confermata dall’associazione Down di Livorno (pubblichiamo il loro intervento nell’articolo sotto). Creati ha aggiunto poi che la commessa, nella confusione, non si è nemmeno accorta che il ragazzo fosse disabile. Ma ha detto di essere dispiaciuto. «Se il ragazzo o i suoi familiari si sono risentiti - ha commentato - mi piacerebbe poterci parlare proprio per dire loro che non c’è stato nessun intento discriminatorio».
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