Finanza
Ma quale Asl, il credito è dei Comuni
L’azienda sanitaria dice di aver saldato il settore di sua competenza, ma la cooperativa: dobbiamo avere 2,8 milioni
ROSIGNANO. I 2 milioni e 860mila euro che Nuovo Futuro ha dichiarato di dover avere dall’Asl 6 in verità devono essere saldati dagli enti locali, principalmente i Comuni che finora hanno richiesto alla cooperativa servizi di tipo sociale. Un tesoretto che se fosse stato pagato regolarmente con ogni probabilità avrebbe consentito alla Nuovo Futuro di evitare, o almeno gestire con meno urgenza, prepensionamenti, chiusura di settori lavorativi (tipografia e caffetteria alle Creste) e avvio della procedura di licenziamento per 120 persone. Mentre per oggi è in programma il primo incontro, organizzato dal sindaco Franchi, con vertici aziendali e sindacati, così da fare il punto della vicenda, emerge che l’azienda sanitaria non sembra avere debiti diretti con la cooperativa.
«Stiamo facendo riscontri riguardo ai nostro rapporti economici con la Nuovo Futuro - fa sapere l’Asl 6 -, ma dai primi accertamenti emerge che quanto dovuto per prestazioni di carattere sanitario è stato tutto saldato, come ad esempio il settore degli operatori del Cup». E allora perché nei giorni scorsi, quando è esploso il “caso Nuovo Futuro” i vertici aziendali fecero sapere che - citiamo le parole dette da dirigenza e cda in quell’occasione - «le amministrazioni comunali sono sostanzialmente allineate con i pagamenti, ma ad esempio l'Asl è fortemente disallineata, visto che ci deve ancora 2 milioni e 860mila euro»?
Ci aiuta a fare un po’ di chiarezza in questo percorso di committenze la Lega della cooperative regionale, che sta seguendo direttamente la vicenda della Nuovo Futuro (ha inviato anche uno dei suoi consulenti a Rosignano per discutere con i vertici locali il piano di riordino aziendale). «Per i servizi richiesti a Nuovo Futuro da Asl - spiega Eleonora Vanni, responsabile cooperazione sociale della Legacoop regionale - tipo il Cup e la partita sanitaria di altri settori risulta che i pagamenti siano regolari».
Il problema, come accennato, arriva nei settori che Asl 6 gestisce su delega dei Comuni. Si tratta principalmente delle attività nel settore del sociale legate all’assistenza dei ragazzi con disabilità (una delle attività prioritarie di Nuovo Futuro). In pratica queste attività vengono richieste dai Comuni all’Asl, che le affida alla Nuovo Futuro. È evidente che i Comuni, una volta ottenuti i servizi, devono pagare il corrispettivo all’Asl6, che a sua volta deve girare questi soldi alla Nuovo Futuro. «L’Asl, per legge - spiega Vanni - non può anticipare i soldi che non riceve dagli enti pubblici». È così che alla fine Nuovo Futuro fa sapere di dover ancora ricevere 2, 8 milioni dall’Asl 6. «Le cooperative - termina Vanni - dicono di avere contratto con l’Asl». Ma è evidente che i soldi devono arrivare dai Comuni.
Crediti a parte la responsabile della cooperazione sociale della Lega coop regionale spiega che la situazione di Nuovo Futuro «è piuttosto pesante, la cooperativa ha necessità di un piano industriale che faccia lavoro più integrato su una serie di aspetti. È necessaria una ristrutturazione per riportare a redditività la cooperativa e ridarle ruolo nuovo nel welfare locale che l’ha sostenuta nel tempo». La dirigente della Lega coop regionale spiega di vedere «favorevolmente l’interesse del Comune, insieme ai sindacati, per creare un tavolo che metta al centro della discussione una ristrutturazione volta al rilancio». Tavolo che in effetti viene avviato oggi, con il primo faccia a faccia convocato con urgenza dal primo cittadino Franchi per sapere da azienda e sindacati la reale situazione riguardo all’ipotesi dei 120 licenziamenti.
Anna Cecchini
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