Il Tirreno

Camping, a rischio l’apertura stagionale

di Manolo Morandini
Camping, a rischio l’apertura stagionale

Bibbona, 12 le strutture che entro il 10 marzo devono ottemperare alle ordinanze di rimozione e demolizione

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BIBBONA. Congelati. Rischiano di non aprire i dodici campeggi e parchi vacanza di Marina di Bibbona investiti dal maxi intervento di sgombero disposto dall’ufficio tecnico del Comune di Bibbona. Le ordinanze risalgono al 9 dicembre e il termine per la messa in regola scade il 10 marzo. Una verifica a tutto campo che ha contato più di 1.600 case mobili prive di autorizzazione su un totale di circa 4mila. E strutture, come verande e cucinotti, fuori regola per tipologia costruttiva e dimensione. Senza un percorso di messa in regola non potranno essere rilasciate dal Comune di Bibbona le autorizzazioni all’apertura stagionale. E la Pasqua che segna l’avvio delle attività è alle porte, il 5 aprile. «Entro giovedì termineremo gli incontri con i campeggiatori – afferma il sindaco Massimo Fedeli –.Stiamo valutando i progetti di riqualificazione in ottemperanza ai rilievi delle ordinanze».

Una patata bollente. Che potrebbe avere anche uno strascico nelle aule del Tribunale amministrativo della Toscana. Delle dodici strutture, infatti, sono undici quelle che hanno presentato un ricorso contro i provvedimenti di rimozione e demolizione. L’unica a tirare il freno è il parco vacanza Rosa dei venti, anche perché parzialmente interessata dai riflessi del vincolo paesaggistico. Tuttavia, i ricorsi potrebbero decadere se verranno raggiunte le intese sui progetti di riqualificazione.

«L’autorizzazione all’apertura verrà rilasciata solo se la struttura avrà ottemperato all’ordinanza o in presenza di un percorso di riqualificazione che permette alle imprese di avere un tempo maggiore per rientrare nelle regole», dice il sindaco Fedeli. Che aggiunge: «I tempi sono stretti e contiamo di chiudere la partita prima della scadenza delle ordinanze. Faremo a seguire un passaggio in giunta e uno in consiglio comunale».

Sono serviti anni di rilettura delle norme per fare chiarezza. E tirare una riga. Quella fissata dalle ordinanze del 9 dicembre scorso con cui s’impone la rimozione delle strutture “abusive” e il ripristino dei luoghi. In cifre la stima è di un costo dell’operazione nell’ordine di un milione di euro. Risale al 2011 il sopralluogo che Polizia municipale e Forestale dello Stato hanno effettuato nei campeggi e nei parchi vacanza di Marina di Bibbona.

La linea di confine la dà il vincolo paesaggistico. Le strutture che ricadono dentro a questo perimetro stando alla legge 42 della Regione Toscana e alla circolare interpretativa che è seguita qualche anno dopo hanno più obblighi delle altre in caso d'installazione di case mobili e altre strutture, come verande e cucinotti rigidi, in legno o Pvc. Insomma, il caso nasce dalla presenza o meno dell'autorizzazione paesaggistica all'installazione di strutture mobili in area vincolata. Colpito l'80 per cento delle strutture. La quasi totalità delle imprese extra alberghiere che rappresentano la parte rilevante dell'economia turistica, una realtà che nel periodo estivo arriva a registrare un milione di presenze.

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