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Appello ai sindaci per riaprire il distributore di metano

Appello ai sindaci per riaprire il distributore di metano

CECINA. Un appello ai sindaci di Cecina e dei paesi collinari e alle pubbliche autorità per riaprire il distributore di gas metano di Poggio Gagliardo. A rivolgerlo sono marito e moglie, Giuseppe...

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CECINA. Un appello ai sindaci di Cecina e dei paesi collinari e alle pubbliche autorità per riaprire il distributore di gas metano di Poggio Gagliardo. A rivolgerlo sono marito e moglie, Giuseppe Gallelli e Lucy Pole. «Ci rivolgiamo alle pubbliche autorità, a nome delle centinaia di automobilisti della zona di Cecina - scrivono - che hanno deciso di comprare un'auto a metano, sia per risparmiare, considerata la crisi in atto, che per produrre meno inquinamento, ma si trovano gravemente danneggiati per la chiusura dell'unico servizio di fornitura di metano auto posto a Poggio Gagliardo».

Gallelli e Pole chiedono che sindaci e pubbliche autorità intervengano «o per far riaprire il servizio di erogazione di gas metano, chiuso ormai da circa quattro mesi, o per autorizzare una nuova concessione, dato che siamo costretti a rifornirci a Rosignano (superando per di più il casello di un'autostrada incompiuta ma a pagamento) o a San Vincenzo sud, o a viaggiare a benzina. Riteniamo che sia necessario agire al più presto per risolvere una questione di grande rilevanza per le esigenze quotidiane, vitali, della nostra comunità».

Un appello arriva anche da Francesco Socci, pisano che frequenta spesso la zona di Cecina. «Dopo la chiusura delle pompe di metano in quel di Poggio Gagliardo - scrive Socci - mi trovo molto a disagio. Ma penso che lo stesso disagio lo provino anche gli altri cittadini residenti nel territorio di Livorno e Cecina e se si vuole anche Pisa, visto che Montescudaio ne fa parte». Scrive Socci: «Non si capisce il perché ci siano ancora pochi, o addirittura nessun distributore di metano, nonostante ci siano interessi morali e civili, e non solo, a stimolare le coscienze delle autorità preposte come i prefetti e i sindaci. Si fanno tavole rotonde per prevenire l’inquinamento mondiale; le famiglie sono sempre più povere e nonostante ciò cosa fanno gli amministratori? Le fabbriche di auto in qualche modo si adoperano per contribuire al miglioramento degli scarichi dei fumi che producono i motori, producendo auto a metano. Ma gli amministratori dei grossi centri abitati, tipo Cecina e Livorno, sembrano insensibili al problema. Credo che sia una vera vergogna avere sindaci che non sanno prevedere il futuro della nostra società, nonostante abbiano nel loro mandato la responsabilità della salute dei loro cittadini, che in questo caso ha anche un valore economico».

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