Sicurezza
Nuovo Futuro riorganizza o muore
I dati della cooperativa dopo l’annuncio choc della procedura di licenziamento per 120: «L’Asl ci deve 2,8 milioni»
ROSIGNANO. «Dall’ottobre scorso abbiamo fatto presente che era necessaria un’operazione di revisione delle attività». I vertici di Nuovo Futuro (Cda e direzione), dopo la notizia dell’avvio della procedura di licenziamento collettivo di 120 dipendenti, spiegano il percorso che ha portato la cooperativa a dover prendere questa strada. «Abbiamo iniziato - spiegano - un check up completo a livello economico, spacchettando i dati delle attività dei vari settori per capirne anche il ritorno economico». Un lavoro che la cooperativa ha svolto «tramite la direzione interna, ma anche avvalendoci di consulenti esterni e di consulenti della Lega cooperativa. E stato deliberato un percorso ed è partito un confronto con i sindacati». Tre le azioni di riorganizzazione che la Nuovo Futuro ha messo in campo dallo scorso autunno. «Prima di tutto - spiegano ancora Cda e direzione - il taglio del 5% degli stipendi del personale amministrativo. Poi, anche in quel caso con una procedura di licenziamento collettivo, sono stati effettuati undici prepensionamenti, accompagnando i dipendenti e garantendo loro i diritti». Evidentemente queste due manovre di assestamento non sono basate a risanare la cooperativa. Da qui la «necessità di allineare i contratti sulle effettive richieste di servizi». E quindi l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 120 persone. Una notizia choc, che chiaramente ha messo in allarme i lavoratori e l’intera comunità.
Ma quali sono i motivi che hanno portato i vertici della Nuovo Futuro a dover imboccare questo percorso di tagli? «Abbiamo spiegato il percorso ai 290 soci (i dipendenti totali sono 405, ndr) - sottolineano ancora i vertici della cooperativa - Sono diminuite le richieste di prestazioni da parte degli enti, quindi a fronte di meno servizi richiesti (e quindi di meno introiti relativi a queste attività, ndr) era impossibile continuare a pagare i dipendenti con le stese modalità». Per non parlare del fatto che alcuni settori operativi di Nuovo Futuro sono in crisi da tempo. Quali? «Un’attività in forte perdita - dicono ancora Cda e direzione - è la tipografia-stamperia. Altri settori da rivedere sono quelli dei dipendenti dei Cup dell’Asl, e di chi svolge attività nelle scuole».
Oltre alla significativa diminuzione delle “commesse” la Nuovo Futuro è in difficoltà anche perché deve ancora ricevere buona parte dei pagamenti per servizi già effettuati. «Le amministrazioni comunali - dicono i vertici della cooperativa - sono sostanzialmente allineati con i pagamenti, ma ad esempio l’Asl è fortemente disallineata, visto che ci deve ancora 2 milioni e 860mila euro». Da qui la decisione dei vertici aziendali di avviare una serie di tagli trasversali. Decisione che evidentemente non è stata condivisa dalla presidente Tiziana Cavallini, che nei giorni scorsi ha presentato le dimissioni (pur restando dipendente della cooperativa pur restando dipendente della cooperativa) «Tra l’altro Cavallini - dicono Cda e direzione - è l’unica in azienda ad avere un contratto dirigenziale».
Dei 120 lavoratori che rientrano nella procedura di licenziamento collettivo, almeno 60 sono quelli impegnati nei Cup dell’Asl 6. «Per esempio, in questo caso - fanno sapere direzione e Cda - l’azienda sanitaria ha diminuito la richiesta di servizi. L’Asl sta infatti pensando di rimodulare gli orari degli sportelli, adattandoli alle necessità dei cittadini. Non potendo, né volendo tagliare di netto alcun nostro dipendente che lavora in quel settore, abbiamo pensato a tagli di orario trasversali. Per chi opera sui Cup, ad esempio, si può ipotizzare un taglio orario e di stipendio dal 7 al 10%». Analoga riorganizzazione per chi svolge attività nelle scuole: «va valutata una sospensione estiva del contratto o un taglio dell’orario». A fronte di questa necessità di diminuire drasticamente orari di lavoro e stipendi, i vertici di Nuovo Futuro assicurano che l’obiettivo finale è quello «di tutelare tutti, mantenendo i posti di lavoro».
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