Il Tirreno

Se le discoteche cult diventano case

di Anna Cecchini
Se le discoteche cult diventano case

Dopo il boom degli anni Novanta dei noti locali notturni della Perla restano il rudere del Ciucheba e gli appartamenti di lusso alle Spianate

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CASTIGLIONCELLO. Da locali cult per i nottambuli di tutta la costa a edifici destinati ad uso residenziale. Tra gli anni Settanta e l'inizio del nuovo millennio Castiglioncello è stato fulcro di socializzazione e divertimento, grazie soprattutto a due strutture che riuscivano a richiamare migliaia di habitué della notte.

Il Ciucheba e Le Spianate sono stati, infatti, per decenni il simbolo di un'epoca in cui il turismo era davvero un tratto distintivo della zona. Insieme alle due discoteche, alle quali intorno alla metà degli anni Novanta per alcune estati si è aggiunto anche il Papagayo(nella zona a monte, tra Castiglioncello e Rosignano), attiravano centinaia di persone anche il Tennis in pineta Marradi e il Dai Dai, sulla zona della baia del Quercetano.

Una miriade di luoghi di ritrovo che pian piano hanno chiuso i battenti. E in molti casi sono diventati (o diventeranno) appartamenti, che troppo spesso entrano a far parte dell’ormai vastissimo pacchetto di seconde case presenti a Castiglioncello. L'unico locale che ha continuato a resistere, sebbene abbia subito anni di crisi, è stato L'Astragalo, che tra l'altro dopo un anno di chiusura riaprirà sabato 7 marzo con una gestione tutta nuova.

Quanto agli altri luoghi di aggregazione, gli unici che sono destinati a rinascere sono il Dai Dai, che dopo una grossa ristrutturazione entro l'estate tornerà a aprire i battenti grazie all'impegno di Bernardo Bartoletti, e il Tennis per cui il Comune ha approvato proprio pochi giorni fa un bando di concessione pluriennale che di fatto dà il via libera al percorso di riqualificazione dell'area.

Ciucheba. La struttura, che negli anni è stata una delle discoteche più note d'Italia ospitando grazie al patron Mauro Donati personaggi del mondo dello spettacolo del calibro di Diego Abatantuono, Alba Perietti, Umberto Smaila, Gabriele Salvatores, ha chiuso definitivamente i battenti circa dodici anni fa. E adesso tra la pineta Marradi e il lungomare di Portovecchio resta solo uno scheletro cadente, della cui ristrutturazione si parla ormai da tempo.

Dopo la chiusura il complesso è stato acquistato e l'attuale proprietà, la Santa Giulia immobiliare srl, ha presentato anni fa un progetto di recupero. Al posto della storica discoteca doveva sorgere, grazie a un investimento di 4 milioni di euro, una Rta con zona ristorante e spa al piano terreno, cinquanta posti letto distribuiti su 25 camere (con metrature da 26 a 35 metri quadrati) al primo, secondo e terzo piano, al quarto e ultimo piano, una piscina con giardino all'aperto. Il progetto, che negli ultimi anni non è andato avanti perché non si riusciva a garantire i 35 posti auto necessari per legge (è dei giorni scorsi la notizia che la Santa Giulia ha acquistato un'area in zona Spianate per questo scopo), non prevede quindi unità residenziali, ma certo trasformagli spazi della discoteca in mini appartamenti per i turisti. Intanto, sempre nei giorni scorsi, la proprietà si è detta pronta presentare una richiesta di demolizione di quello che ormai è un rudere.

Le Spianate. Al posto della grande pista all'aperto, che soprattutto negli anni Novanta ha rappresentato uno dei locali notturni più frequentati della costa, stanno per essere ultimati sei appartamenti di lusso, con giardino e vista mare. Un percorso partito nell'autunno del 2013 e andato avanti piuttosto velocemente, dato che i cantieri sono stati aperti nel settembre dell'anno scorso e sembra che entro l'estate le sei unità residenziali dovrebbero essere concluse. Anche in questo caso si è trattato di un importante locale notturno, chiuso definitivamente nel 2005, che ha lasciato spazio all'ennesima lottizzazione.

Astragalo. È l'unico locale notturno rimasto a tenere alta la tradizione di una Castiglioncello dove sono ancora possibili divertimento e socializzazione. Il complesso, lo ricordiamo, è stato chiuso oltre un anno e mezzo a seguito del cosiddetto crac della movida, (l'inchiesta partita nel 2009 con l'accusa di presunta bancarotta fraudolenta a carico della precedente gestione). Nel 2012 il giudice ha firmato il sequestro preventivo della struttura, entrata in amministrazione controllata. Per poi chiudere definitivamente dopo la stagione estiva 2013.

Dopo un anno di stop, nel dicembre scorso, la notizia della riapertura. I nuovi gestori, castiglioncellesi doc, sono i soci della Cosmoh Astragalo srl (Marco Graziani e Carlo Mencacci), grazie ai quali il ristorante-discoteca tornerà attivo da sabato 7 marzo.

Dai Dai. Il bar gelateria dalla vista mozzafiato, che l’anno scorso è rimasto chiuso, riaprirà i battenti a partire a primavera, dopo che i proprietari - la famiglia Bartoletti - durante l'inverno hanno organizzato grossi lavori di ristrutturazione. Dopo aver attraversato svariate, e travagliate gestioni, il locale sarà infatti riaperto da Bernardo Bartoletti, ventottenne figlio di Toni e nipote di Marcello (che insieme alla moglie Matilde ha gestito il "Dai Dai" all'epoca d'oro degli anni '70-'80).

Tennis. Negli ultimi anni il locale, che è di proprietà del Comune, ha passato varie vicissitudini gestionali. Fino all'estate scorsa, quando sembrava addirittura che dovesse restare chiuso e solo l'intervento del Ccn castiglioncellese ha permesso di aprire bar e campi da tennis. Dei giorni scorsi la notizia della pubblicazione del bando per una concessione pluriennale. Entro il 13 aprile i soggetti interessati dovranno presentare un progetto di utilizzo e riqualificazione, che secondo l’ipotesi del Comune dovrebbe prevedere un’apertura annuale e anche la chiusura dei campi da tennis nel periodo invernale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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