Il Tirreno

LA PROTESTA

Scuola sulle colline, le maestre contro il Comune

Anna Cecchini
La scuola di Gabbro
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La scuola di Gabbro

Nibbiaia: le insegnanti delle Silvestro Lega scrivono a sindaco e direttore didattico: «Per decidere dove costruire dovevano coinvolgerci, invece ci snobbano anche se conosciamo le esigenze degli alunni»

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NIBBIAIA. Si dicono profondamente deluse dall’amministrazione comunale per la scarsa considerazione nei loro confronti. Le insegnanti della scuola Silvestro Lega di Castelnuovo-Gabbro sono sul piede di guerra contro il Comune. Motivo della presa di posizione è la notizia che l’amministrazione ha formato una commissione per individuare il luogo dove poter realizzare la nuova scuola delle colline rosignanesi.
«Appare chiaro - scrivono le insegnanti in una lettera che hanno inviato al sindaco e al dirigente del secondo circolo didattico - come l’amministrazione non abbia sentito l’esigenza di prendere in considerazione l’esperienza e la professionalità di chi nelle scuole di Gabbro e Castelnuovo agisce e lavora da anni, collegandosi al territorio per valorizzarlo all’interno dell’offerta formativa (Pof)».

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Netta la presa di posizione delle docenti, che firmano per esteso la missiva inviata a Comune e direzione scolastica. Le maestre si sentono “snobbate”, e non comprendono il motivo per cui l’amministrazione non le abbia coinvolte nell’attività di confronto per la scelta del sito dove costruire la nuova scuola che dovrebbe riunire le scuole di Gabbro, Castelnuovo e Nibbiaia. Un intervento da quasi 5 milioni di euro.
Quanto alla collocazione della nuova scuola, nei giorni scorsi l’assessore Piero Nocchi aveva spiegato che «la commissione ha preso in considerazione «una decina di aree, poi è stata fatta una preselezione. In particolare adesso l’attenzione dei tecnici si è indirizzata su un’area di Nibbiaia. Ma ancora non siamo giunti ad una indicazione geografica precisa». Lo stesso Nocchi aveva precisato che «il percorso è iniziato già durante la scorsa legislatura con l’ascolto dei cittadini. Un percorso di partecipazione che ha portato i residenti delle frazioni collinari ad esprimere la necessità di unificare le sedi scolastiche».

Un percorso di partecipazione da cui, evidentemente, le insegnanti si sono sentite escluse. «Pare evidente - scrivono nella missiva - che la scuola localizzata a Nibbiaia sarebbe l’ennesima cattedrale nel deserto in quanto avulsa e lontana da qualsiasi opportunità di conoscenza e crescita per i nostri alunni». Poi le docenti rivendicano il loro ruolo di educatrici. «Le insegnanti - scrivono - consapevoli di ciò che serve agli alunni per fruire di una “didattica all’avanguardia” oltre alle critiche sarebbero disponibili a proporre altre soluzioni più rispondenti alle esigenze degli alunni e dei lavoratori della scuola pubblica». Poi, con una frase ironica, la stoccata finale al Comune. «Ringraziamo - termina la lettera  - l’amministrazione per la considerazione dimostrata dopo anni di discussioni, confronti, dichiarazioni e promesse spesso disattese».

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