Il Tirreno

Argine sul fiume Cecina il cantiere è ripartito

di Manolo Morandini
Argine sul fiume Cecina il cantiere è ripartito

L’assessore Carli: «Se non sarà una stagione piovosa in estate sarà completato» Le prime opere al ponte della ferrovia e a quello di Marina e nella zona della foce

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CECINA. La trivella ha ripreso a perforare. Nel terreno vengono infisse le armature in ferro. I primi cento metri dell’argine remoto sinistro per la messa in sicurezza idraulica del Cecina stanno prendendo forma. Un centinaio di metri, in cemento armato, dal ponte della ferrovia in direzione del mare. Questo il segno di un cantiere tornato a marciare dopo lo stop in attesa delle necessarie autorizzazioni dal Genio civile, seguite all’insediamento della ditta alla fine di novembre dello scorso anno. «Se non avremo una stagione piovosa entro l’estate l’argine sinistro sarà completato – afferma l’assessore alla Qualità urbana Giamila Carli –. E a quel punto la società Porto di Cecina potrà rivedere il progetto dell’argine destro sulla scorta dell’opera completata, come disposto dal Genio civile».

Questa volta le autorizzazioni ci sono tutte. A lavoro ci sono gli operai dell’associazione temporanea d’imprese (Ati) tra Vanni Pierino Srl di Cecina e Intersonda Srl di Castelnuovo Garfagnana che si è aggiudicata l’appalto da 1,6 milioni di euro. A giorni l’argine dovrebbe essere aggredito anche in zona foce. Meteo a parte c’è la spada del ricorso al Tar della Toscana dell’Ati rimasta esclusa dai lavori: Bicicchi Felice Srl di Camariore, Frassinelli Srl di Cecina e Castorani Paolo di Bibbona. Per adesso l’udienza in cui i giudici dovranno pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva dei lavori, in attesa del giudizio sulla procedura di assegnazione dell’appalto, non è ancora stata calendarizzata.

L’obiettivo. «Un’opera pubblica imponente e per la quale abbiamo dovuto fare le corse per non perdere il finanziamento – sostiene il sindaco di Cecina, Samuele Lippi –. L’importante è che il cantiere sia ripartito e si arrivi a chiudere l’operazione. Poi affronteremo la sponda destra ma in quel caso si tratta di intervenire lungo un’area che rappresenta già una cassa di esondazione naturale del fiume, per la quale la priorità è sicuramente più bassa rispetto all’argine sinistro che interessa per la messa in sicurezza dell’abitato di Marina».

Qui Marina. C’è da consolidare il tratto finale e per lo scopo sarà realizzata una palancolata, ovvero una parete continua costituita da pali infissi nel terreno fino a raggiungere lo strato impermeabile e connesse tra loro per impedire infiltrazioni d’acqua o movimenti del terreno. «Nel tratto in cui ha ceduto l’argine, in corrispondenza di Villa Ginori, non è possibile procedere all’escavo del fiume altrimenti il rischio è di compromettere ancor di più la stabilità del piede dell’argine esistente – spiega l’assessore Carli –. Perciò, prima dell’escavo verrà realizzata la palancolata di quel tratto: circa 150 metri dalla bocca del fiume fino al muro della caserma Villa».

Tempi? «L’intervento partirà a breve appena saranno verificate le condizioni tecniche del terreno per l’infissione delle palancole – dice l’assessore –. L’indicazione è che l’opera possa essere pronta entro aprile». All’opera dovrà raccordarsi anche il pennello di circa settanta metri in massi e di forma leggermente curva in corrispondenza della foce, sulla riva sinistra, che fa capo alla Porto di Cecina Spa. L’opera è attualmente al vaglio della Provincia di Livorno che deve pronunciarsi sulla necessità o meno di prevedere la valutazione di impatto ambientale. E se ci saranno i tempi tecnici potrebbe essere realizzato prima dell’estate.

I tasselli. L’intervento in corso d’opera a ridosso del ponte sulla ferrovia verrà replicato nel tratto di argine che precede il ponte di Marina, all’altezza della bilance dei pescatori. Anche qui con la trivella verranno infisse nel terreno le armature in ferro e sarà realizzata una sponda in cemento armato di qualche decina di metri. Ed è una variante rispetto alla previsione del progetto definitivo di una massicciata, l’Autorità di bacino ha prescritto il muro in cemento armato.

L’effetto è quello di un puzzle che poco alla volta prenderà forma. Non solo per l’argine in sinistra ma anche per le altre opere. «Sono tasselli concatenati – dice Carli –. I fraintendimenti nascono dall’idea che i tempi siano quelli indicati nella convenzione, senza che si debba poi tenere conto di quelli necessari al rilascio delle singole autorizzazioni. Per questo con la Porto di Cecina faremo un atto in cui verificare lo stato dell’arte, ciò che è stato fatto, le procedure in corso e quanto resta da fare».

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