Il Tirreno

il caso argini

Pamela Tovani «L’incertezza sui tempi non rassicura»

CECINA. «Abbiamo un ufficio Comunale che usa “stratagemmi” per rimediare ai propri ritardi nella progettazione e nell’iter approvativo degli atti amministrativi con il consenso del Sindaco e dell’asse...

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CECINA. «Abbiamo un ufficio Comunale che usa “stratagemmi” per rimediare ai propri ritardi nella progettazione e nell’iter approvativo degli atti amministrativi con il consenso del Sindaco e dell’assessore e nessuna garanzia, ad oggi, di tempi certi per la definitiva messa in sicurezza del fiume Cecina. Tutto questo mentre l’assessore Carli continua a sostenere che “possiamo dirci al sicuro” omettendo di dire quando e come ciò avverrà perché il tempo necessario non può quantificarlo nemmeno lei». Tira le fila di quanto emerso nella commissione consiliare dedicata alla questione argini l’esponente di Cecina Insieme Pamela Tovani. E dal canto suo dagli elementi acquisiti si dice «per niente rassicurata».

Il progetto dell’argine destro del Cecina, il cui costo grava sulla società Porto di Cecina, «non ha neanche iniziato l’iter autorizzatorio, con incertezza sui tempi di realizzo e con l’indicazione che le dighe del porto sono più basse e quindi, in caso di alluvione, l’acqua del fiume potrà superarle». Poi la consigliere Tovani sposta l’orizzonte sull’argine sinistro del fiume. «Sono stati assegnati in via d’urgenza i lavori, finanziati da un contributo regionale, cui tra l’altro pende anche un ricorso al Tar da parte dell’associazione temporanea di imprese esclusa – dice –. Il dirigente comunale responsabile del procedimento, l’architetto Renato Gori, ha dichiarato di aver assegnato e fatto iniziare i lavori, nonostante non avesse ancora ottenuto il parere della competente autorità di bacino e ciò affinché il Comune non perdesse il contributo regionale». E aggiunge: «Quindi, lo stesso Gori ha sottolineato come egli abbia dovuto sospendere i lavori non appena redatto il verbale di consegna degli stessi, al fine di mettere al sicuro l’assegnazione del contributo della Regione».

Un’urgenza che non convince. «I motivi erano, quindi, legati non tanto ai lavori da eseguire, quanto al sopraggiungere della data di scadenza del finanziamento della Regione», sottolinea il consigliere di Cecina Insieme.

Infine, la sistemazione idraulica del fosso di Palazzi che si immette nel Cecina. «L’intervento sarebbe a carico della lottizzazione Conad che però non ha ancora iniziato la costruzione della sua nuova sede, quindi, anche in questo caso, senza specifica di tempistiche». E ancora: «Il ponte risulta inadatto a sopportare la massima piena del Cecina stimata in 2.200 metri cubi al secondo, ma anche il rifacimento del ponte della Variante Aurelia essendo a carico di Sat è rinviato anch’esso sine die».

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