Il Tirreno

Addio libreria-caffè: diventa consulente per le imprese in Cina

di Elisa Pastore

Chiude il piccolo “circolo” letterario di Jing Qiao «Insegnerò a vendere il made in Italy a Shanghai e Pechino»

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CASTIGLIONCELLO. Dalla Cina a Treviso per poi fermarsi a Castiglioncello. Realizzare un sogno, quello di aprire un piccolo caffè letterario fatto di tè, caffè, prodotti biologici e tanti libri. Vederlo svilupparsi, crescere e sentire, dopo quasi tre anni, che è arrivato in momento di lasciarlo ad altri. Lei, di quel progetto, vuole essere l'artefice ma adesso è giunta l'ora di voltare pagina, cambiare stile di vita. Tornare, in parte, alle proprie origini. Di fare da ponte tra la nazione dove è nata e la terra che ama e che da 11 anni l'ha accolta. Ne ama la cultura e lo stile, la campagna come la città. Ha deciso che si lascerà alle spalle “J Librikafè” a Portovecchio e porterà la cultura italiana in Oriente. Lei è Jing Qiao, 34 anni, due grandi occhi a mandorla che raccontano di una vita in continuo movimento. Dopo aver inaugurato il 12 luglio del 2012 il suo caffè letterario adesso è pronta ad aprirsi al mondo del commercio internazionale. A fare da consulente per le piccole e medie aziende italiane che vogliono investire nel mercato orientale. Dall'arte alla moda, dall'enogastronomia all'architettura, l'importante è che siano prodotti 100% italiani. «Tutti sanno dove è la Cina – racconta Jing Qiao – ma pochi la conoscono realmente. Il suo è un mercato strano, in continuo cambiamento nel quale non è facile entrare ma che una volta dentro, merita di essere esplorato».

La sua idea, per la quale si appoggia ad un'impresa fiorentina, è quella di fare da ponte, di affiancare le aziende italiane che vogliono affacciarsi alla Cina, dalla produzione al confezionamento, puntando sull'originalità del prodotto. «In Italia – ci dice – la tassazione è alta così come la manodopera ma è la qualità la carta vincente. I prodotti sono buoni ma costosi soprattutto per i mercati stranieri e per farli entrare dobbiamo farli capire, insegnando la nostra cultura. Spiegare, ad esempio, cos'è e perché costa di più rispetto ad altri il nostro olio extravergine d'oliva». «I “Mall” - ci spiega – sono grandissimi centri commerciali di lusso che aprono continuamente nelle metropoli cinesi come Shanghai, Tianjin e Chengdu e nei quali c'è una fortissima richiesta di prodotti originali provenienti dal mercato europeo. Il nostro lavoro è quello di far realmente capire agli importatori cinesi il valore e la qualità per i quali vale la pena investire nei prodotti italiani».

Ancora. L'idea di Jing, non si ferma qua. Oltre al commercio i suoi orizzonti vanno oltre, con l'obiettivo di incrementare anche il turismo cinese in Italia. «Dobbiamo accompagnare i turisti passo passo nel loro viaggio, farli respirare la cultura italiana e dimostrar loro che c'è una bellezza infinita anche in campagna, non solo in città». Come infatti ci spiega Jing Qiao «fino a poco tempo fa in Cina la campagna era un luogo per i poveri mentre adesso i ricchi stanno iniziando a comprarvi la seconda casa e ad avviare le coltivazioni biologiche. Un'occasione unica per farli conoscere la vita nelle campagne italiane». Un progetto ambizioso al quale sta lavorando già da qualche mese. «Non sarà facile – ci confessa – ma sicuramente sarà bello, non sarà veloce ma un passo alla volta lo realizzerò rimanendo a Castiglioncello».

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