Il Tirreno

Tennis, c’è il bando per la concessione

di Anna Cecchini
Tennis, c’è il bando per la concessione

Approvato dalla giunta e inviata la richiesta per la pubblicazione sulla Gazzetta europea. La gara scade il 13 aprile

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CASTIGLIONCELLO. Entro la fine del mese di aprile sarà reso noto il nome del nuovo soggetto gestore del Tennis club. Ieri mattina la giunta ha, infatti, approvato la delibera di riqualificazione dell’area, che prevede la concessione per l’utilizzo e la valorizzazione dello storico locale di pineta Marradi. Nel primo pomeriggio di ieri, dopo che il dirigente ha dato l’ok ufficiale al testo del bando, è partita a richiesta della pubblicazione del documento sulla Gazzetta europea.

Un passo che cittadini e residenti attendevano da anni, e che di fatto dà l’avvio al percorso per portare a nuova vita uno dei luoghi simbolo della costa, la cui gestione negli ultimi anni è passata attraverso svariate vicissitudini.

«Il Comune - spiega il sindaco Alessandro Franchi - si è limitato a fissare una “cornice minima”, ossia a dare le linee progettuali di base che richiamano i vincoli paesaggistici e della Sovrintendenza oltre che le norme urbanistiche vigenti. Ma abbiamo preferito non presentare un progetto più dettagliato, lasciando così maggior spazio alla creatività progettuale dei soggetti che parteciperanno al bando». Non solo, il Comune lascia ai privati anche la possibilità di indicare, sulla base della presentazione di un piano economico e finanziario ben dettagliato per la copertura dell’investimento, anche la possibilità di indicare la durata della concessione e la valutazione del canone da versare all’amministrazione.

Quanto alle tipologie di interventi ammessi, l’assessore all’urbanistica Margherita Pia precisa che «nel Regolamento urbanistico il Tennis è indicato come categoria N10, ossia area per le attrezzature sportive di interesse pubblico e servizi accessori». Ciò significa che la zona non potrà subire lavori che ne sconvolgano la destinazione d’uso, e neppure l’edificio potrà essere variato in modo pesante. «Potevamo fare un progetto preliminare - dice Pia - ma abbiamo preferito dettagliare quali sono le strutture esistenti e come sono tutelate per la paesaggistica e i beni culturali». Pia sottolinea che «l’edificio razionalista va mantenuto con caratteristiche attuali è ammesso quindi un restauro. Le modalità sono da vedere». Va di certo ripulita la struttura originaria da eventuali costruzioni aggiunte in un secondo momento. «La sala ristorante va ripulita - dice l’assessore - è nata come veranda e quindi è prevista la rimozione della tenda coperta e l’eliminazione delle infiltrazioni». Anche l’area pavimentata (a destra rispetto all’ingresso del locale) deve essere riqualificata, anche per possibili usi invernali. «Quanto ai campi da tennis - prosegue Pia - sono possibili, e auspicabili, coperture mobili, per l’uso invernale. I servizi accessori, ossia gli spogliatoi, possono essere anche demoliti e ricostruiti, in parte anche sotterranei». Molto serrata anche la tempistica per l’assegnazione del Tennis club. «Entro la fine della prossima settimana - precisa il sindaco - il bando sarà pubblicato sulla Gazzetta europea, poi il Comune lo inserirà sul proprio sito. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per il 13 aprile». Appena chiuso il bando sarà nominata una commissione, che provvederà a fare una graduatoria dei progetti presentati. «Il Tennis sarà assegnato - dice Franchi - al primo in graduatoria, che poi sottoporrà direttamente il suo progetto alla commissione paesaggistica e alla Sovrintendenza».

Come preannunciato da mesi, nel bando di concessione del Tennis, è stata inserita una clausola per cui chi si aggiudica ristrutturazione e gestione dovrà garantire l’apertura dei servizi (campi da tennis e somministrazione) per l’estate 2015.. Non solo, data l’entità dell’intervento e i vari passaggi a cui il progetto vincitore dovrà essere sottoposto, non viene richiesta una data tassativa di fine lavori. «L’intervento - termina Pia - deve essere terminato entro l’estate del 2016, ma qualora il progetto di riqualificazione non possa essere terminato per quel periodo, è concesso di dividere in stralci l’intervento. In ogni caso viene richiesto di garantire l’intervallo estivo, vale a dire che se i lavori non finiranno prima, il locale dovrà comunque essere aperto per l’estate 2016».

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