La protesta
Diagnostiche aperte 24 ore altro che accordi coi privati
Camelli (Uil) sulle liste d’attesa: «Occorre investire, il ritorno sta nei ticket» L’ospedale? «Insieme con Piombino e Elba, potenziando la medicina d’urgenza»
CECINA. Partiamo da un problema che sta a cuore dei cittadini più di tanti discorsi: le attese infinite per un’ecografia, una Tac o un doppler. Più di sei mesi, se va bene. Il diggì Eugenio Porfido ha appena annunciato nuove convenzioni coi privati da parte dell’Asl 6 per snellire le agende. Paolo Camelli, segretario Uil Fp, è netto: «Pannicelli caldi, non è questa la cura». E allora qual è? «Quello che noi come Uil insieme a Cgil e Cisl, andiamo ripetendo da tempo: occorre investire nelle diagnostiche e nelle specialistiche ambulatoriali, facendole viaggiare H24. L’azienda dirà che è una spesa, ma la maggior parte dei cittadini in lista d’attesa paga il ticket. L’Asl recupererà questo investimento e limiterà le fughe verso altri ospedali. Perchè quando un cittadino va a fare un esame in un altro ospedale poi è probabile che venga preso in cura da specialisti di quella zona. Noi proponiamo l’apertura diurna per gli esami, la notte per l’attività interna». Però quello delle liste d’attesa è uno dei problemi della sanità locale che sconta un taglio (regionale) di 240milioni. E con l’ex decreto Balduzzi, più che mai vegeto, che dice che sotto 150mila abitanti non esiste ospedale. A proposito Camelli spiega: «Restano due strade, o diventiamo tutti una depandance di Livorno, oppure Cecina, Piombino e l’Elba si mettono insieme e formano un bacino di 180mila abitanti. E questa è la soluzione che proponiamo. Noi crediamo che i tre ospedali insieme possono costruire una rete partendo dall’emergenza-urgenza. Cioè, potenziamento dei pronto soccorso e mantenimento delle specialistiche di secondo livello come la chirurgia, l’ortopedia, l’oculistica, l’otorino....Il pronto soccorso, tuttavia, deve lavorare col metodo della medicina e chirurgia d’urgenza per trattare i casi più frequenti di patologie legate all’ictus e all’infarto». Camelli ricorda che per avere un’unità operativa complessa di pronto soccorso occorre superare i 60mila accessi all’anno. «Ecco perchè i tre ospedali devono stare insieme». Il modello, per la Uil, potrebbe essere quello delle direzioni uniche “magari pensando a Cecina per la direzione del materno infantile, a Piombino per la chirurgia, all’Elba per l’emergenza” . Infine Camelli sostiene che le medicine “generiche” così come concepite non hanno più futuro ma occorre andare verso specializzazioni, formando il personale capace di trattare malattie respiratorie, diabete, malattie cardiologiche, ictus, patologie più frequenti nei degenti in queste aree.
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