Il Tirreno

Una cinquantina di udienze e 18 imputati, a marzo la sentenza

Diciotto imputati e una cinquantina di udienze per ricostruire presunti reati commessi tra il 2004 e l’inizio del 2005. A distanza di oltre dieci anni il 13 marzo il Tribunale di Livorno, il collegio...

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Diciotto imputati e una cinquantina di udienze per ricostruire presunti reati commessi tra il 2004 e l’inizio del 2005. A distanza di oltre dieci anni il 13 marzo il Tribunale di Livorno, il collegio è presieduto al giudice Antonio Del Forno, si pronuncerà con sentenza sulla maxi indagine e le ipotesi di reato che vanno dall’usura all’associazione a delinquere, dal riciclaggio e alla ricettazione. Inchiesta che ha al centro proprio Michelangelo Fedele, ritenuto dall’accusa il promotore e la mente del sistema criminale lungo la Costa degli etruschi. Il pubblico ministero Antonio Giaconi al termine della sua requisitoria ha chiesto per Fedele quattro anni di reclusione. Oltre al reato associativo, infatti, il Pm contesta al settantenne di origini calabresi l’usura, la ricettazione e il riciclaggio. Una ricostruzione contestata dall’avvocato Marco Talini, difensore principale dell’imputato Fedele nel maxi processo.

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