Il dolore
Quel matrimonio sparito
Rosignano, trascritto al Comune di Rosignano ma all’anagrafe di quello di Livorno dopo cinque mesi dal "sì" non risulta
ROSIGNANO. Se fosse un film diretto da Garry Marshall forse l'avrebbero intitolato: “Come perdere un matrimonio in 25 chilometri”. Nella realtà non è una pellicola tra il tragico e il comico, ma l'avventura capitata a una coppia di neo sposi livornesi. Neo si fa per dire, perché ormai, dopo essere cresciuti insieme, si sono sposati da cinque mesi. Peccato che all'anagrafe due giorni fa lei risultasse ancora nubile. O meglio: sposata per il Comune di Rosignano (dove ha detto sì nella bella cornice di Castello Pasquini) e ancora libera per quello di Livorno. Una scoperta avvenuta peraltro per per caso, solo dopo aver rinnovato la carta di identità.
Lei si chiama Bianca e su Facebook sdrammatizza un po’: «Fai la carta d'identità (per caso) cartacea e scopri che all'anagrafe risulti ancora nubile perché non hanno registrato l'atto...bimbe, si ricomincia tutto dall'addio al nubilato?».
«Dovevo rinnovare la carta di identità – racconta contattata dal Tirreno – e sono andata in circoscrizione, alla Rosa, dove mi hanno spiegato che potevo farla solo cartacea, perché per quella elettronica sarei dovuta andare in Comune. Per fare prima sono rimasta in circoscrizione: ho consegnato le fototessere, mi hanno chiesto quanto sono alta, il colore dei capelli, la professione. Poi mi hanno stampato il documento e sono tornata a casa».
Ed ecco la sorpresa: «Quando ho aperto la tessera ho visto che alla voce “stato civile” c'era scritto “di stato libero”. Allora ho pensato: vai, c'è un errore, si sono scordati di farmi la domanda giusta, va rifatto tutto». Così ha richiamato la circoscrizione: «Ci deve essere stato un errore – ho detto – non mi avete chiesto lo stato civile». «Ma viene inserito in automatico con l'anagrafe», mi ha risposto l'addetto, che subito mi ha chiesto: «Dove vi siete sposati? Può darsi che il Comune di Rosignano non abbia registrato l'atto».
Apriti cielo: per la ragazza è una doccia fredda. Anche perché nel frattempo lei e il marito hanno dichiarato in ogni sede ufficiale di essere sposati. E la differenza non è così sottile quando, ad esempio, si devono fare ristrutturazioni in casa che vanno in detrazione o fare dichiarazioni per partecipare a bandi o altro. Bianca chiama subito il Comune di Rosignano. E tira un primo sospiro di sollievo quando le confermano che allo stato civile l'atto c'è. Insomma, i due livornesi risultano sposati. «Mi hanno risposto – spiega – di aver inviato l'atto di matrimonio via Pec (la posta elettronica certificata) al Comune di Livorno: mi hanno dato la data e l'orario dell'invio, con il numero della pratica e consigliato di contattare il municipio del comune dove risiediamo».
Qui la situazione si complica. «Ho chiamato l'anagrafe di Livorno e mi hanno confermato che al momento risulto convivente». La ragazza sorride: «In effetti è vero, siamo conviventi… ma anche sposati». «Deve chiamare lo stato civile – aggiunge l'operatore – perché noi aggiorniamo l'anagrafe quando ci mandano gli atti dallo stato civile».
Così si riparte: chiamata all'ufficio dello stato civile. «Risulta nubile», le confermano dall'altra parte della cornetta. E la storia si fa quasi comica. «Non so come mi sia venuto in mente – sorride la ragazza – ma la prima cosa che ho risposto è stata che avevo anche i filmati e le foto del matrimonio…». «Ho spiegato – riprende – che avevo già contattato Rosignano e ho dettato il numero della pratica: o l'atto non è arrivato o non è stato registrato. Mi hanno chiesto di richiamare tra sette giorni».
Come è andata a finire? Ieri, dopo l’interessamento del Tirreno, dal Comune hanno fatto sapere che l'ufficio stato civile «si è subito attivato e ha verificato che il Comune di Rosignano aveva inviato una Pec, nel settembre scorso, senza però allegarvi l'atto di matrimonio». Alla fine, ieri mattina alle 9, l’atto è stato trascritto anche a Livorno. Tutto è bene quel che finisce bene. «Ma se anziché la carta di identità cartacea avessi fatto quella elettronica, chissà fra quanto lo avremmo scoperto…».
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