Toscana
Diagnostica, ora l’Asl ricorre ai privati
Intervista al dg Porfido: unica soluzione per ridurre le attese, perché il personale dell’ospedale ha rifiutato gli straordinari
CECINA. Tac e risonanze affidate tramite convenzione a strutture private accreditate. Questo il percorso stabilito dall'Asl 6 per ridurre le liste d’attesa nel settore della diagnostica pesante. Ad annunciare il progetto, che dovrebbe diventare operativo non oltre la fine dell'anno, è lo stesso direttore generale dell'Asl 6, Eugenio Porfido, che spiega anche i motivi di questo significativo cambio di rotta. «Abbiamo posto il problema ai sindacati - spiega Porfido -: l’azienda ha fatto presente che mette a disposizione più risorse per pagare i professionisti, nel senso che diamo a tutti le cifre per il raggiungimento degli obiettivi». Una sorta di premio di produttività che l'azienda conferma, e in cambio del quale, in pratica, vorrebbe uno sforzo maggiore del personale sanitario della radiologia dell'intera Asl 6. Quale? «In pratica - dice Porfido - abbiamo chiesto almeno cento ore di straordinario annuo gratuito a ogni professionista. Non è granché, è l'equivalente di 15 minuti al giorno, quasi il tempo per un caffè. In questo modo, ossia con cento ore di straordinario annuo per ogni radiologo, avremmo prestazioni maggiorate come se avessimo 3,5 radiologi in più».
Il fatto è che, almeno stando ai vertici aziendali, i sindacati di settore non hanno digerito la proposta. «Nel settore della diagnostica pesante - spiega Porfido - in media non esiste straordinario. Eppure noi riconosciamo anche a loro il premio per il raggiungimento degli obiettivi aziendali, come facciamo con i professionisti di altre branche che invece gli straordinari li fanno».
L'Asl, evidentemente intenzionata a snellire in tutti i modi le liste per tac e risonanze magnetiche, ha discusso il problema in seno al Collegio di direzione (riunisce i vertici aziendali, i direttori degli ospedali, quelli dei distretti sanitari e dei vari dipartimenti), che alla fine ha dato il via libera alla proposta del direttore Porfido. «Ho spiegato che - sottolinea il dg - o si trova il modo di incrementare le prestazioni di diagnostica pesante all'interno dei presidi ospedalieri oppure, dato che ciò non sembra possibile, si apre ai privati. Il Collegio si è espresso favorevolmente». Così Porfido dice di aver già dato mandato agli uffici di preparare un bando per richiedere la disponibilità di convenzioni a strutture private accreditate. «Saranno convenzioni sui generis - termina il direttore generale - Non prevederemo un numero di esami predefinito, ma dovranno essere modulate, a seconda dei quantitativi effettivi di tac e risonanze che nei vari periodi avremo necessità di trasferire all'esterno».
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