Attenzione
Bcc Castagneto, sciopero per il contratto nazionale
CASTAGNETO CARDUCCI. I lavoratori della Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci incrociano le braccia. E lo fanno nell’ambito dello stato di agitazione su scala nazionale proclamato dai...
CASTAGNETO CARDUCCI. I lavoratori della Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci incrociano le braccia. E lo fanno nell’ambito dello stato di agitazione su scala nazionale proclamato dai sindacati di categoria che culminerà con lo sciopero indetto per il prossimo 2 marzo.
Da quindici anni nel settore del Credito cooperativo non veniva dichiarato uno sciopero. Tuttavia, dopo mesi di infruttuose trattative i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione che vede schierate tutte le sigle sindacali: Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil e Ugl.
La rottura tra Federcasse e sindacati sul rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl), arriva in scia al fallito tentativo di conciliazione di fine gennaio presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Rottura a seguito della quale le parti sociali hanno confermato l’interruzione delle relazioni sindacali a tutti i livelli e proclamato lo sciopero.
«Vi è piena consapevolezza delle difficoltà dettate dal contesto sociale ed economico che responsabilmente deve essere tenuto in debita considerazione nella fase di rinnovo – affermano i sindacati –, ricercando compatibilità ed equilibri e non tentando di prendere scorciatoie con interventi sulle retribuzioni dei lavoratori». Le differenze rispetto al passato. «La crisi del settore negli anni 1998-2000 fu affrontata con la responsabilità di tutti – sostengono i sindacati –, ora la si vorrebbe scaricare sui lavoratori del settore». Tra le richieste dei sindacati per la ripresa del confronto c’è quella che il contratto collettivo, al pari di quello di secondo livello, resti vigente fino al rinnovo. In questi giorni la proprietà diffusa delle Bcc è in allarme per i venti di riforma del settore che spirano dal governo e che dovrebbero spingere verso aggregazioni e trasformazioni in Società per azioni.(m.m.)
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