Il Tirreno

sanità

Unire ospedali e distretti sanitari

di Giuseppe Piccolo
Una veduta dell'ospedale di Cecina
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Una veduta dell'ospedale di Cecina

Cecina, il sindaco Lippi alla commissione consiliare sulla sanità con il direttore generale dell’Azienda sanitaria 6 di Livorno che garantisce: il presidio ospedaliero non sarà depotenziato

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CECINA. Si è riunita nel pomeriggio di ieri la quarta commissione consiliare per dibattere sulla situazione dell’ospedale di Cecina ed i suoi possibili sviluppi futuri. Per l’occasione è stato invitato il direttore generale dell’Asl 6 di Livorno Eugenio Porfido. Il direttore ha esordito riassumendo le imposizioni in ambito organizzativo e finanziario del decreto Balduzzi ed i lavori in atto all’interno del consiglio regionale della Toscana, dove da mesi si sta discutendo la riduzione delle Asl a 3 unità (con probabili sedi centrali in Pisa, Firenze e Siena). È ovvio che tali scenari prospettano una svariata serie di accorpamenti e tagli che influiranno sui vari contesti amministrativi ed operativi attualmente presenti.

Venendo al nostro ospedale, i timori che questo possa essere ulteriormente depotenziato sono molti, anche se Porfido ha voluto rasserenare gli animi dicendo a chiare lettere che «almeno nel breve-medio periodo non sono previste modifiche all’attuale assetto generale del presidio cecinese né in meglio né in peggio». Il sindaco Samuele Lippi ha letto alcuni punti del decreto Balduzzi che interessano direttamente il nostro ospedale. In primo luogo la teorica chiusura del punto nascite. Infatti è previsto che «tutti quelli che hanno una soglia minore alle 1000 nascite per anno devono essere soppressi». Cecina ne raggiunge 600-700, quindi teoricamente dovrà essere chiuso. Inoltre nel testo di legge è previsto che per un bacino d’utenza che va fino a 80.000 abitanti, per tutelare la salute pubblica è sufficiente che vi sia presente un pronto soccorso, senza che vi sia presente un ospedale vero e proprio.

L’ospedale di Cecina com’è noto è definito il presidio ospedaliero della zona “Bassa Val di Cecina”, area territoriale che tradizionalmente comprende 11 comuni con un totale di abitanti di poco inferiore alle 80.000 unità. Stando così le cose ci troviamo in un contesto oggettivamente allarmante. Perciò il sindaco Lippi ha ripetuto la sua proposta di unire i due distretti sanitari della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia (ospedali di Cecina e Piombino) proprio per avere un maggiore “potere contrattuale” dinnanzi alle imposizioni di riorganizzazione provenienti dall’alto. Sulle polemiche di alcuni consiglieri riguardanti alcuni difetti del nostro ospedale - insufficienza di posti letto, liste d’attese eccessive, attese al pronto soccorso - Porfido ha ribadito che si sta battendo «per migliorare queste criticità» ma non ha fornito nessun dato concreto, concludendo però che tutti i servizi rispettano i requisiti minimi di legge.
 

 

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