Gioco
Un’azienda di successo? È dove si lavora felici
VADA. Una leadership morale, con risultati in controtendenza per l’azienda: fatturato quasi triplicato, niente tagli di teste, niente politica del terrore, niente divide et impera. Casella, che cosa...
VADA. Una leadership morale, con risultati in controtendenza per l’azienda: fatturato quasi triplicato, niente tagli di teste, niente politica del terrore, niente divide et impera.
Casella, che cosa è la morale nella vita e negli affari?
“Non c’è differenza fra vita e affari: il business è parte della vita. Quando si pensa alla morale subito ci viene alla mente una norma di comportamento, ma non è quello; la morale non è tanto legata a ciò che si fa, ma a ciò che abbiamo deciso di essere con tutte le nostre scelte. Ogni volta che scegliamo, costruiamo il nostro essere e la nostra morale”.
Ha affrontato la crisi imperante con un taglio generalizzato degli stipendi del suo personale, ma ai dirigenti, lei compreso, ha tagliato un 10% in più rispetto agli altri.
“Se analizziamo come l’uomo può apprendere, esso ha principalmente tre strade: la prima per esperienza diretta, la seconda col ragionamento, la terza, che è quella con cui immagazziniamo di più, tramite la testimonianza, che trova maggior forza se supportata dall’esempio. Come scrivo nel mio libro: è la vita che deve diventare parola”.
Nella crisi globale che stiamo vivendo quanto incide la crisi economica e quanto quella delle menti?
“Siamo in questa situazione drammatica perché viviamo proprio una crisi delle menti, che io chiamerei più adeguatamente crisi di valori.”
La filosofia del “love and business” che permea la sua impostazione usa parole come rispetto, partecipazione, felicità... Perché questi termini sono scomparsi dal dizionario del business?
“Perché chi ha fatto business negli ultimi decenni ha rivolto l’attenzione ai processi e non alle persone, che sono diventate parte dei processi stessi. Quello che fa la differenza tra un’azienda di successo e una mediocre: come vivono in essa le persone.”
Le donne fanno un doppio lavoro, afferma, quindi vanno curate il doppio.
“In generale una donna ha il suo lavoro e fisiologicamente ha la responsabilità di una famiglia. È una realtà, quindi se ho scelto per la mia azienda donne che per la loro preparazione e brillantezza intellettuale hanno meritato di esserci, devo tenere in considerazione anche questo lato”.
Nel suo saggio introduce il concetto di “libertà responsabile" del lavoratore, cosa intende esattamente?
“Un grande strumento di leadership, faticoso da raggiungere, ma potentissimo. Si traduce nella frase “leadership è ciò che accade quando non ci sei”. Consiste nel creare un ambiente protettivo dove le persone non hanno paura di dire “non lo so”, ma anzi sono premiate per le loro debolezze . Al contempo il leader dovrà lavorare per dare consapevolezza a ogni persona spingendola al miglioramento.”
La sua ricetta per andare incontro ai giovani e ridurre la precarietà del lavoro?
“La formazione. I giovani devono essere preparati. La conoscenza è il vero contratto a tempo indeterminato e si conquista con fatica e dedizione, ogni giorno. Questo è bene che i ragazzi lo capiscano da subito.”
Un consiglio agli imprenditori e ai dirigenti per uscire dalla crisi che sta attanagliando le imprese?
“Puntare sulla migliore risorsa che hanno: il loro personale dipendente. E’ un forte cambiamento culturale, rispetto alla mentalità odierna, ma in un’azienda sono le persone che fanno la differenza”.
Gabriele Bibbiani
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