Italia
Settimana corta, più no che sì
Da Cecina i consigli d’istituto bocciano la proposta, a Rosignano si attende l’ufficialità
CECINA. Sono due le proposte avanzate in questi giorni dagli istituti superiori di Cecina e di Rosignano per far fronte alla rivoluzione annunciata dalla Provincia. Una decisione, più che una semplice richiesta, secondo la quale da settembre la campanella, in tutti gli istituti superiori livornesi, suonerà soltanto cinque giorni a settimana, dal lunedì al venerdì. Una rivoluzione che inciderà sulle abitudini di migliaia di studenti e delle loro famiglie poiché si pensa di ridurre le ore da 60 a 50 minuti o a stabilire dei rientri pomeridiani per recuperare il sabato. Settimana corta per risparmiare sul costo del personale, dell'energia elettrica e del riscaldamento. Se in molti non hanno gradito la proposta, per la quale sembra ormai sempre più difficile pensare ad un retromarcia da parte della Provincia, sia negli istituti di Cecina che di Rosignano si discute principalmente dei disagi che comporterebbe a livello logistico, specialmente per i pendolari che vivono nelle zone collinari. Nel frattempo i due consigli d'istituto che si sono tenuti a Cecina per il Marco Polo e per il liceo Fermi, istituti nei quali studiano ragazzi che provengono da tutta la Bassa Val di Cecina, hanno dato parere negativo. «Gli alunni che vivono nel Volterrano o a Pomarance, ad esempio, non avrebbero le solite chance degli altri per cui sarebbe difficile accettare una decisione del genere - ha commentato il dirigente Luigi Di Pietro –. La parola spetta alla Provincia anche se noi abbiamo votato per la conservazione dello status quo, sempre nel caso in cui non ci venga imposto, altrimenti saremmo costretti a trovare una soluzione». Ridurre, ad esempio, le ore da 60 a 50 minuti per cercare di far uscire tutti gli studenti alla solita ora o pensare ad uno o più rientri pomeridiani per recuperare il sabato. «Tutte le classi del corso “Spes” del Cattaneo – ha aggiunto - oltre al biennio del liceo che ha un orario più contenuto rispetto al triennio sperimentano comunque la settimana corta già da anni».
A Rosignano invece il preside Riccardo Borraccini ha fatto sapere di non volersi pronunciare sulla decisione fino alla conferma della sua ufficialità, facendo comunque pensare che la veda di buon occhio dato che l'orario settimanale dell'Alberghiero e dell'Ipsia si articola su cinque giorni settimanali già da 4 anni. «Durante il consiglio d'istituto – ha spiegato invece Marco Pettorali, rappresentante d'istituto dell'Isis Mattei – sono emersi pareri discordanti anche se la maggioranza, ad eccezione dei bidelli che lo chiedevano da tempo, non è favorevole alla proposta».
La decisione della Provincia a Rosignano infatti inciderebbe soltanto sulle abitudini dell'Iti e del liceo tecnologico. «É stato proposto di ridurre le ore da 60 a 50 minuti per poter fare sempre sei ore di lezione al giorno, dalle 8 alle 13,30. In pratica – ha detto Pettorali - entreremmo 20 minuti prima ed usciremmo 20 minuti dopo anche se per l'Iti la questione è più problematica perché sono 34 ore settimanali contro le 30 del liceo. Sarebbe la versione più fattibile poiché l'altra, prevedendo due rientri pomeridiani, creerebbe maggiori disagi per i ragazzi che vengono da San Vincenzo, da Montescudaio o da Guardistallo che hanno già più difficoltà con i trasporti e che tornando tardi a casa, non riuscirebbero a prepararsi bene per i compiti o le interrogazioni dell'indomani. Sarebbe comunque una soluzione più stressante per tutti, sia studenti che docenti».
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