Assalto al portavalori, preso “Golia”
Giovanni Misso, 60 anni, tradito dalla saliva su una bottiglietta lasciata sul luogo del colpo, alle poste di Rosignano
ROSIGNANO. Un arresto per l’assalto al portavalori della Securpol e in manette è finito un nome ben noto ai carabinieri: Giovanni Misso detto Golia, considerato il re delle rapine e noto anche per l’uccisione del brigadiere dei carabinieri Ruggiero Volpi avvenuta nel 1977. Ad incastrarlo, a distanza di oltre tre anni da quell’attentato del 2 agosto 2011 alle poste di Rosignano Solvay, sono state alcune tracce di saliva lasciate su una bottiglietta in plastica d’acqua finita a terra. Un errore da dilettanti, dicono i carabinieri. Quella bottiglietta era stata repertata all’epoca, ma i risultati, incrociati anche con altri dati, sono arrivati solo in questi giorni. Misso, 60 anni, originario di Genova, è finito così in manette con l’accusa di rapina aggravata e tentata rapina aggravata in concorso oltre che per detenzione illegale di armi da sparo.
Ieri mattina i militari del Nucleo investigativo del reparto operativo di Livorno hanno notificato il provvedimento nel carcere di Busto Arsizio, dove il Misso è attualmente detenuto per episodi legati ai reati contro il patrimonio. L’ordinanza di custodia in carcere è stata emessa dal giudice del tribunale labronico sulla base dei risultati a cui sono arrivati i carabinieri del Nucleo investigativo, dopo oltre tre anni di indagini. Per incastrare Misso sono scesi in campo anche i massimi esperti dell’Arma, i Ris di Roma, che col loro lavoro hanno fatto accertamenti importanti su alcuni reperti trovati sul luogo della rapina da parte dei militari del Ris di Roma. I fatti risalgono alla mattinata del 2 agosto del 2011, quando Misso, insieme ad altri due complici ancora non identificati, travestiti da giardinieri e con i volti coperti, aggredirono una guardia giurata, Christian Cuppari, in servizio come portavalori per la società di vigilanza Securpol di Livorno. La guardia in quel momento stava raggiungendo la cassa continua dell’ufficio postale di Rosignano Solvay da dove doveva prelevare una grossa quantità di denaro: 170mila euro. I tre malviventi, già armati di pistola, aggredirono l’uomo rubandogli l’arma in sua dotazione. Ma una passante delle l’allarme e i tre rapinatori si dileguarono. E forse proprio nella fretta fu compiuta la leggerezza di lasciare sul posto la bottiglietta da cui è stato ricavato il Dna. Molto probabilmente il vigilante era stato seguito.
L’immediato intervento dei carabinieri e il successivo sopralluogo consentirono di trovare e sequestrare diversi oggetti tra cui una piccola bottiglietta in plastica, abbandonata da uno dei malviventi sul luogo del reato. Gli accertamenti di laboratorio effettuati dagli uomini del Ris di Roma, in particolare dalla sezione di biologia, hanno quindi permesso di estrapolare il Dna che poi è stato analizzato e valutato riconducibile a quello di Misso. La prova definitiva che il profilo genetico fosse quello di Misso è stata poi confermata dalle indagini svolte dai carabinieri di Pescara che, nel 2013, hanno sgominato una banda dedita alle rapine a furgoni porta valori e che, nel corso dell’attività, sono riusciti a sequestrare numerose armi da guerra sulle quali sono state trovate tracce del Dna dello stesso Misso. Ed è di pochi giorni fa anche la notizia che lo stesso Golia sarebbe stato a capo di una banda di dodici malviventi che il 14 maggio dell’anno scorso aveva assaltato un ufficio postale a Diano Marina (in provincia di Imperia): anche in questo caso l’operazione è stata svolta dai carabinieri.
Risale invece al 1977 l’assassinio del brigadiere dei carabinieri Ruggero Volpi morto per mano di Misso nel corso di un conflitto a fuoco a Genova. La vedova del militare proprio pochi giorni fa ai microfoni Mediaset aveva manifestato la sua amarezza per il fatto che Misso fosse uscito prima dal carcere e che una volta in libertà avesse preso parte alle rapine alle poste.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
