Attenzione
Al via il laboratorio per capire la dislessia
SAN VINCENZO. È iniziato il 13 febbraio alle 15 il laboratorio (progetto doposcuola) sugli apprendimenti scolastici per i disturbi specifici di apprendimento e bisogni educativi speciali. L'Associazi...
SAN VINCENZO. È iniziato il 13 febbraio alle 15 il laboratorio (progetto doposcuola) sugli apprendimenti scolastici per i disturbi specifici di apprendimento e bisogni educativi speciali. L'Associazione italiana dislessia, sezione di Livorno, ed il centro polifunzionale "L'elefante invisibile" di San Vincenzo, in collaborazione con l'amministrazione comunale sanvincenzina, hanno infatti organizzato un laboratorio sugli apprendimenti scolastici per bambini e ragazzi con disturbo specifico degli apprendimenti (dsa) e bisogni educativi speciali (bes), al fine di ridurre le difficoltà di studio legate a queste difficoltà. Il laboratorio - al quale, sebbene sia già iniziato, ci si può ancora iscrivere - intende preparare i ragazzi ad acquisire un un metodo di studio "ad hoc", personalizzato, usando gli idonei strumenti compensativi, al fine di renderli il più autonomi e sicuri durante il loro percorso scolastico. Tramite il personale tecnico altamente specializzato, verrà supportata l'autostima, saranno seguite e supportate le famiglie e verranno facilitati e seguiti i rapporti con l'istituzione scolastica. Una fotografia del problema in Val di Cornia ce la fornisce Tiziana Catalucci, responsabile dell'unità funzionale di salute mentale infanzia e adolescenza dell'Asl 6 Val di Cornia. «Come prime visite - spiega Tiziana Catalucci - abbiamo avuto 197 bambini, di cui 55 per problemi scolastici di apprendimento. Su 618 in carico, 151 sono afferiti al servizio per problemi scolastici. La percentuale di prevalenza è dei maschi sulle femmine. I disturbi specifici di apprendimento si distinguono in dislessia (disturbi della lettura), disturbi della computazione e disturbi delle abilità aritmetiche. La tipologia di disturbo più comune è di tipo misto. Per quanto concerne i cosiddetti “campanelli d'allarme”, ad oggi non c'è ancora una definizione precisa delle cause di tali disturbi». Si possono iscrivere i bambini e le bambine delle classi terze, quarte e quinte della scuola elementare e i ragazzi e le ragazze delle scuole medie. Per maggiori informazioni le famiglie interessate, che possono ancora iscriversi al laboratorio, si possono rivolgere al tecnico dell'Aid e specialista in psicopatologia degli apprendimenti, la dottoressa Annalisa Morganti - che condurrà il progetto insieme alle psicologhe del centro polifunzionale Bettina Beneventi e Michela Becuzzi -, presente sul territorio al recapito 342-0533843 o all'indirizzo e-mail: livorno@dislessia.it. (p.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
