Sicurezza
I sospetti di Libera sul rogo delle auto
Cecina, l’Associazione: «Sono sovente un segnale della presenza e delle minacce di attività criminali»
CECINA. Un furgone distrutto dalle fiamme e i mezzi vicini in sosta pesantemente danneggiati. Questo il bilancio del rogo nella notte del 12 febbraio che sembra avere matrice dolosa e su cui sta indagando la polizia del commissariato di Cecina. Episodio su cui punta il dito il locale presidio di Libera.
«Il pensiero più rassicurante è quello del piromane solitario – affermano i volontari dell’associazione di lotta alle mafie –. Rassicurante per chi ha subito l’incendio, i padroni delle auto, perché sperano che la cosa finisca lì, con il gesto di un pazzo. Peccato per i danni, ma se ne faranno una ragione. Rassicurante per la comunità, in fondo si tratta del gesto sconsiderato e isolato di un singolo individuo. Ma se le cose non stessero così?». Domanda a cui Libera risponde. «È noto, in primo luogo alle forze dell’ordine e alle vittime che, invece, l’incendio (di un’auto, di una serranda, di un magazzino, di un portone...) è sovente un segnale della presenza di attività criminali, come l’usura e lo strozzinaggio».
L’apparente occasionalità di questi episodi, pur frequenti, «sembrerebbe confermare l’ipotesi dell’avvertimento verso chi non paga, o non rispetta impegni poco leciti». Ovviamente, solo chi subisce questi attentati può sapere «se si tratta di “segnali/minacce” o meno».
Visto lo svilupparsi in zona di indagini relative a crimini legati all’usura Libera è convinta che «anche forze dell’ordine e inquirenti si pongano la stessa nostra domanda». E concludono: «Sarebbe interessante poter fare una cartina di questi episodi, così come sarebbe utile sapere se le indagini di legate ad altri “incendi” hanno portato a qualche risultato. Non vorremmo che ci fosse un atteggiamento troppo blando e superficiale nell’affrontare questi episodi. Possibile che tutti gli incendi degli ultimi anni, e sono stati decine, siano stati causati solo dal solito piromane isolato? Questi gesti criminali, ci raccontano magistrati, poliziotti e carabinieri che hanno a che fare con le mafie, sono reati-spia che segnalano la presenza in un certo territorio di un’infiltrazione delinquenziale non occasionale».(m.m.)
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