Il Tirreno

il caso

Staccata la corrente al Bar Gloria: Enel le chiede 3000 euro

di Alessandro Bientinesi
La titolare del bar Gloria Michela Coppola con in mano le bollette
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La titolare del bar Gloria Michela Coppola con in mano le bollette

Cecina, da cinque giorni nel locale non si può fare neanche un caffè. La titolare: «Bollette già saldate, al buio senza preavviso»

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CECINA. Da cinque giorni la sua attività, il Bar Gloria a Cecina, è senza energia elettrica. Impossibile fare anche un caffè. Il motivo? Enel chiede il pagamento di circa 3mila euro per delle bollette vecchie di due anni ma che la titolare dice di aver già saldato.

«Dalla mattina del 9 febbraio, intorno alle 10, mi è stata improvvisamente staccata la corrente – spiega Michela Coppola, titolare del bar nella zona del Palazzaccio – solo verificando con Enel sono venuta a sapere che mi viene richiesto un pagamento di 3065 euro per delle vecchie pendenze». Il problema nasce nel maggio 2013, quando la titolare del Bar Gloria passa da un fornitore all’altro, da Edison ad Enel. «Nel frattempo decido di fare cinque cambiali con le quali pagare alcune delle bollette. Fino a che, a giugno 2014, arriva la prima brutta sorpresa – spiega ancora Coppola - quando restava da pagare soltanto una delle cambiali, infatti, mi arriva un sollecito di pagamento da Enel di oltre 3mila euro per delle forniture non pagate, una parte consistente ad Edison e il restante ad Enel».

La titolare del Bar Gloria fa immediatamente ricorso e il problema, almeno in un primo momento, sembra risolto. «La conferma che non avevo più debiti mi è stata data anche da Edison, dopo la mia segnalazione sembrava tutto sistemato». In realtà la conferma che qualcosa non è andato per il verso giusto arriva proprio lunedì scorso. «Senza ulteriori preavvisi, anche se Enel dice di avermi inviato una raccomandata e un messaggio sul cellulare ma che io non ho ricevuto, l’attività lunedì è rimasta senza energia elettrica – spiega Coppola – un disagio e un danno importante e, cosa ancora più grave, mi è stato comunicato, anche dopo che sono andata personalmente al punto Enel a Livorno, che, se non salderò i 3065 euro, la situazione resterà questa. Prima dovrò pagare e, solo dopo ulteriori verifiche, quindi questione di mesi, forse sarà rimborsata».

Una situazione davvero difficile e che ha spinto Michela Coppola a rivolgersi all’avvocato Simone Rossi. «La mia cliente è costretta a fare fronte agli otre 3mila euro per quello che si prefigura come un problema di comunicazione tra i due fornitori, Edison ed Enel – spiega Rossi – mancherebbe nella documentazione, infatti, l’attestazione di pagamento effettuato dalla mia cliente ad Edison. Importo che il nuovo gestore, Enel, adesso chiede alla cliente». L’avvocato, nel frattempo, ha già inviato anche una lettera all’autorità per la fornitura del gas e dell’energia elettrica. «Ho confermato la richiesta della liberatoria perché i fornitori non hanno nulla a che pretendere dalla mia cliente – conferma l’avvocato – mi riserverò, visto il disagio causato, di prendere tutte le iniziative del caso per la tutela, sotto tutti i punti di vista, degli interessi e dei diritti del Bar Gloria».

 

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