Il Tirreno

L'idea

San Valentino a scuola, l'amore in 140 battute

Uno dei cartelli realizzati al Marco Polo
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Uno dei cartelli realizzati al Marco Polo

Cecina. L'iniziativa dell'istituto Marco Polo: cinque classi in nemmeno due ore hanno realizzato un centinaio di post con brevi frasi tappezzando l'intero corridoio

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CECINA. Per raccontare San Valentino hanno disegnato e scritto una serie di post, affissi lungo i corridoi della scuola e disposti in ordine geometrico in una bacheca di sughero. È l’idea vincente di cinque classi del “Marco Polo”, che per celebrare la festa degli innamorati hanno scelto semplici ma eleganti soluzioni grafiche, strappando i complimenti al preside, Luigi Di Pietro, e ai compagni di scuola, pronti a fotografarli con i telefonini. Frasi orginali o citazioni, ma collegate da un filo rosso, rosso come l'amore. "Tu sei quella spina che torna sempre anche quando credi non ci sia più", "Siamo fatti di sogni che non ci fanno dormire", "Non so dove vada la mia strada, ma cammino meglio se la mia mano stringe la tua"...

La terza B, le quarte e le quinte C e D hanno scommesso su un esperimento tipografico “lampo” per divertirsi e narrare l’amore. I biglietti che raccontano il giorno più romantico dell’anno sono accattivanti. Gli studenti, impegnati per soli 120 minuti – due ore – li hanno riempiti utilizzando il Garamond, carattere famosissimo conosciuto e usato non soltanto dagli addetti ai lavori. Da qui, complice l’insegnamento della professoressa Martina Vincenti, hanno trasformato le intuizioni personali in scrittura. Poche parole, ma ficcanti e precise. Sintesi e chiarezza, insomma: le doti richieste dall’indirizzo grafico professionale al momento in cui si aprono le porte del laboratorio per dare impulso alla creatività.

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“I love Garamond”, questo il titolo del progetto, è un omaggio al cognome di Claude, il tipografo francese vissuto dal 1499 al 1561 che lo inventò, e al carattere stesso, una benedizione per chiunque abbia puntato su un font essenziale ma capace di distinguersi per forma e stile. Attorno a questo concetto, le cinque classi hanno costruito le frasi colorate su – non a caso – sfondo bianco. L’utilizzo del lettering, lo studio delle soluzioni giuste, per comunicare con sia con le parole sia dal punto di vista visivo, ha fatto il resto. Ricompensando gli alunni per il lavoro svolto. «Se non c’è cultura tipografica il progetto di comunicazione è debole», hanno scritto gli studenti nella presentazione affissa accanto al disegno del tipografo transalpino del 1500. Lo diceva anche un certo Steve Jobs… (m.f.)

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