Attenzione
Ma nel nostro ospedale manca ancora il tutor
CECINA. Con la celebrazione della Giornata mondiale del malato e degli operatori sanitari, ieri in ospedale, scienza e fede hanno trovato un punto d’equilibrio nella cura del paziente attorno ai...
CECINA. Con la celebrazione della Giornata mondiale del malato e degli operatori sanitari, ieri in ospedale, scienza e fede hanno trovato un punto d’equilibrio nella cura del paziente attorno ai principi della compassione e della misericordia, tema caro a Papa Francesco. All’incontro era presente il sindaco: Samuele Lippi ha confermato che a marzo, con l’arrivo di un anestesista, sarà attivato anche a Cecina il parto indolore. Inoltre, ha aperto una riflessione sulla figura del tutor, ossia la persona che accompagna il malato durante il percorso sanitario, ancora oggi assente. Come negli anni scorsi, il vescovo di Volterra monsignor Alberto Silvani ha detto messa di prima mattina nella cappella, ricordando come sia indispensabile recuperare la centralità della famiglia.
Una volta, in casa tutto veniva condiviso, e l’esperienza degli anziani passava alle nuove generazioni attraverso i genitori, ha detto il vescovo. Oggi non è più così perché vince l’individualismo. Invece, bisognerebbe tornare indietro perché è con l’analisi dei problemi in comune che si cresce da ogni punto di vista. Ottenendo un arricchimento non soltanto sul piano morale.
La tavola rotonda, altra novità, ha visto poi sedere in biblioteca la direttrice del presidio Giovanna Poliseno, il cardiologo Elio Venturini e i dottori Themistocles Kazantzis, Andrea Panetta, Carolina Senatore, Gabriele Falagiani e Raffaella Tecce.
Dopo il saluto del vescovo Silvani, la parola è passata al sindaco. «Frequento specialisti e volontari – ha detto Lippi – e conosco bene il nostro ospedale, luogo in cui si curano anche persone che non hanno il permesso di soggiorno. Cosa che non sempre succede in altri paesi. Ringrazio di cuore - ha concluso il sindaco - chiunque lavora qui con dedizione e passione».
La parola è passata quindi a Venturini. Il cardiologo ha sviluppato il tema della conferenza, “Il progetto Francesco: verso un ospedale per una cura integrale basata sui principi della compassione e della misericordia nell’era globale”, dal lato scientifico.
Chiedendo e chiedendosi: come si muove il medico moderno? Considerando l’aspetto psicologico, culturale e religioso del paziente, per analizzare meglio la sofferenza, scegliere le parole adeguate e, con sensibilità, trattare l’aspetto personale. Prendendosi se possibile il tempo necessario.
Michele Falorni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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