Il Tirreno

degrado

Erbacce e finestre rotte al posto della mitica discoteca

Alessandra Bernardeschi
L'ingresso dell'ex Ciucheba, coperto dai pannelli per evitare crolli (foto Falorni/Silvi)
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L'ingresso dell'ex Ciucheba, coperto dai pannelli per evitare crolli (foto Falorni/Silvi)

Castiglioncello: pochi mesi dalla stagione estiva l’immobile che ospitava lo storico Ciucheba è sempre più cadente. All’interno solo cumuli di polvere e mobili distrutti

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CASTIGLIONCELLO. Sono circa dodici anni che il Ciucheba ha chiuso definitivamente. Spenta l’insegna, un tempo ammiccante, che dava sulla via Aurelia, chiusi definitivamente gli accessi di quella che fu una tra le dieci discoteche più famose d’Italia negli anni ’80, non è rimasto che un rudere; un catafalco, a due passi dalla pineta Marradi, triste e degradato, pieno di scritte di ogni genere, avviluppato dalla vegetazione e dalla sporcizia.

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Ma le centinaia di persone che in questi giorni, approfittando delle belle condizioni meteo, si sono riversate sulla passeggiata di Castiglioncello, non hanno potuto fare a meno di notare un particolare: la finestra a piano terra, aperta. Facile, per chiunque, salire sul muretto a fianco dell’apertura ed entrare, magari di notte, nei locali dell’ex discoteca. Entrare per ripararsi dal freddo, per spirito d’avventura o solo per curiosità. Perché nonostante i dodici anni trascorsi dalla sua chiusura, il mito del Ciucheba e della Castiglioncello anni ’80 non è ancora caduto nell’oblio di chi quegli anni l’ha vissuti o di chi è cresciuto sentendoseli raccontare.

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Facile salire su quel muretto, affacciarsi da quella finestrella che dà sul lungomare e scattare delle fotografie. Oggi, di quei piccoli ambienti dove si ballava o si cantava sino all’alba assieme al maestro Neno Vinciguerra, quei locali che hanno ospitato nomi come Gabriele Salvatores, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Diego Abatantuono o Beppe Grillo e dove Renato Zero era di casa, non rimane altro che un ammasso di mobili rotti, di muri scrostati, di cartongesso frantumato, di pezzi di stoffa. Un ciarpame annerito dalla polvere e dal tempo.

Più in là, sempre proseguendo sulla passeggiata a mare, ancora una finestra aperta. Stavolta più in alto ma anche questa, non difficile da raggiungere. Scritte sulle alte vetrate dalle quali un tempo si scorgeva la baia di Portovecchio, e sui muri perimetrali. Finestre aperte, segno che qualcuno potrebbe essere entrato all’interno dell’ex discoteca e che fanno tornare alla memoria quel dicembre del 2008 quando un incendio si sviluppò all’interno del Ciucheba e dove due uomini, senza fissa dimora, furono tratti in salvo dagli agenti di polizia municipale e dai vigili del fuoco.

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Ma al di là dei possibili pericoli per persone che potrebbero utilizzare gli interni della struttura ,è il degrado che colpisce gli occhi dei passanti. Anche perché la passeggiata, e quindi il Ciucheba che vi si affaccia, rappresentano una delle immagini turistiche della Perla. Anche i pannelli che fasciano la struttura fatti posizionare dall’amministrazione comunale di Rosignano nel luglio dell’anno scorso dopo che alcuni calcinacci del sottotetto cascarono direttamente in passeggiata, sembra stiano cedendo. Il forte vento di libeccio dei giorni scorsi e la pioggia, sembrano aver indebolito anche questa protezione. Sulle scalette che dal lungomare portavano direttamente ad uno degli ingressi del Ciucheba, frammenti di cartone, muri screpolati, rami secchi, cartacce.

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Sul tetto della struttura, bidoni e pali arrugginiti, grondaie e fili che della corrente elettrica, abbaini (anche qui alcune finestre sono aperte) e muri il cui cemento frammentato sembra stia per cedere.
Anche questa estate, probabilmente, passerà senza che Castiglioncello possa vedere l’avvio dei lavori della residenza turistico alberghiera che dovrebbe nascere al posto della discoteca. La scheda inserita nel regolamento urbanistico è scaduta. Altro tempo, altri mesi per una struttura che si sta arrendendo al tempo e all’incuria.

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