Il Tirreno

Un caso di epatite A, scatta la profilassi

di Anna Cecchini
Un caso di epatite A, scatta la profilassi

Contagiata una bambina delle scuole Fucini: monitorati 60 alunni, per loro c’è la possibilità di vaccinarsi

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CASTIGLIONCELLO. Paura per un caso di epatite A contratto da una piccola alunna che frequenta la scuola elementare Fucini di Castiglioncello.

A contrarre il virus, nei giorni scorsi, una piccola iscritta alla scuola che fa capo al primo circolo didattico di Rosignano Solvay. La bambina ha cominciato ad avvertire alcuni sintomi, che sono facilmente interpretabili come simili a quelli influenzali (nausea, diarrea, vomito, dolori addominali), e quindi non è andata a scuola. La sua famiglia, come avviene abitualmente, l’ha fatta visitare dal medico pediatra che l’ha in cura, che è stato particolarmente attento ai sintomi e quindi ha deciso di effettuare specifici esami.

Proprio da queste verifiche è emerso che la bimba aveva contratto l’epatite A. Nessun timore particolare, dato che, come specifica anche l’Asl 6 in una nota, si tratta di una malattia infettiva del fegato a decorso benigno.

Certo, il fatto che a contrarre la malattia sia stata una bambina ancora piccola ha messo in allarme prima di tutto la sua famiglia, preoccupata per la diagnosi, e poi anche la scuola, che deve garantire tutela sanitaria ai suoi piccoli frequentatori. La bimba, per precauzione, è stata ricoverata per un breve periodo, ma visto che è praticamente guarita, è già tornata a casa.

«Come prassi in questi casi, - si legge nella nota dell’Asl 6 - si è provveduto ad avvertire la direzione della scuola e gli uffici competenti del Comune». Evidente che l’azienda sanitaria e la direzione scolastica, oltre ad occuparsi dello stato di salute della piccola contagiata, ha messo in campo le necessarie azioni di prevenzione per tutte le persone che sono entrate in contatto con la piccola. «Sono stati individuati - prosegue la nota dell’Asl 6 - i soggetti che potrebbero essere venuti in contatto con la persona infetta ed è stata loro offerta la somministrazione del vaccino anti-epatite A, che rappresenta l'unica forma attiva di profilassi possibile».

Mentre l’azienda sanitaria fa sapere che al momento il caso di contagio è rimasto unico, e che appunto la bambina sta bene, la dirigente del primo circolo didattico, Tania Pascucci, sottolinea che la scuola «ha messo in atto quello che prevede il protocollo regionale per questi casi. Abbiamo valutato quante persone eventualmente, se lo vorranno, dovranno essere sottoposte al vaccino». Che, come sottolinea l’azienda sanitaria, è l’unica forma di profilassi possibile.

«Abbiamo calcolato - termina Pascucci - che le persone che in qualche modo possono aver avuto contatti con l’alunna siano tra 50 e 60».

Anna Cecchini

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