Il Tirreno

SANITA'

Parto indolore all'Elba ma non a Cecina

Andrea Rocchi
L'ospedale di Cecina
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L'ospedale di Cecina

Ma l'Asl assicura: in ospedale entro l'estate

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CECINA. I numeri sono questi. Ospedale di Cecina: 665 parti l'anno, Piombino meno di 400, Elba poco più di 100. Eppure nei giorni scorsi a Portoferraio è stato eseguito il primo "parto indolore" con la tecnica dell'epidurale. Una tecnica già ampiamente in uso altrove, a Livorno sperimentata dal 2010. Ciò nonostante a Cecina, dove il dipartimento materno-infantile è sempre stato ritenuto una sorta di fiore all'occhiello della sanità in area Asl 6, del parto indolore non se ne parla. O meglio. Non lo si pratica, perché in realtà se ne parla da anni. Inutilmente.
Già dall'inizio del 2000, sotto la direzione Scura, quando gli orientamenti aziendali sembravano essere quelli della costituzione, proprio a Cecina, di un polo materno-infantile di riferimento con l'introduzione, appunto, della partoanelgesia. Se guardiamo negli archivi Asl 6, poi, scopriamo che esiste una delibera - la 369 - che propone l’attivazione del parto indolore per il primo semestre 2007. Poi, coi direttori generali che si sono succeduti, il parto con questa particolare anestesia è rimasto sulla carta. Tanto che lo stesso governatore Rossi, in visita nel nostro ospedale, ebbe a dire che non era una priorità. E il precedente diggì Monica Calamai non lo ritenne fattibile (costi e personale), salvo poi avviare la sperimentazione cinque anni fa proprio a Livorno.
Insomma, la Ginecologia-Ostetricia, pur di fronte a buoni numeri (nel 2008 si sfiorò quota 900 parti), non è mai stata completamente al riparo dalle "oscillazioni" nelle valutazioni di Monterotondo. Ed oggi che la Regione ha fissato nuovi tetti per l'accreditamento dei punti nascite, anche Cecina deve guardarsi intorno, sebbene Piombino ed Elba abbiano numeri decisamente inferiori.
Perché allora attivare il servizio in un ospedale con poco più di cento parti l’anno? L’Asl fa sapere che non ci sono particolari problemi per predisporre l’epidurale anche nel nostro ospedale, che si tratta esclusivamente di questioni organizzative. Per questo si è deciso di partire prima a Portoferraio, poi a Piombino e Cecina. In realtà i problemi potrebbero essere connessi al personale. E non tanto agli anestesisti, ma alle ostetriche che non sarebbero in numero sufficiente. E comunque secondo l’Asl 6 entro l’estate anche Cecina avrà l’epidurale.
Intanto si segnalano nuovi movimenti di primari. Dopo il pensionamento del pediatra Samuele Gragnani, sostituito da Gianluca Benetti (che guida l’unità complessa Cecina-Piombino-Elba), la direzione aziendale ha affidato allo stesso Benetti la responsabilità su base provinciale del Dipartimento Materno-Infantile che era dello stesso Gragnani.
Inoltre è data per imminente la partenza di un altro direttore, il responsabile dell’unità operativa di Medicina Alessandro Pampana che recentemente ha vinto un concorso per un’altra azienda sanitaria.
Nell’epoca dei primari a “scavalco”, o meglio, dei superprimari che ormai guidano unità operative complesse su più zone (Cecina, Piombino, Elba), la politica in questi giorni rilancia il concetto dell’”ospedale in rete”.
Lo ha ribadito il sindaco di Cecina Lippi, lo hanno sostenuto anche alcuni sindacati. La rete per rispondere alla riorganizzazione su base regionale e garantire l’attuale stato dei servizi.
Però a Cecina c’è grande preoccupazione perché, oltre ai cronici problemi delle liste d’attesa lunghissime, alla riorganizzazione dei laboratori di analisi, c’è il timore che si vadano progressivamente perdendo alcuni servizi e si riduca ulteriormente anche l’attività chirurgica a scapito di altre aree. Con i rapporti fra istituzioni (vedi il recente scontro coi sindaci elbani) divenuti sempre più tesi.
 

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