CECINA. Il 10 febbraio è il “Giorno del Ricordo" in memoria delle vittime delle foibe. Il giorno è stato istituito con la legge 92 del 30 marzo 2004 in memoria delle vittime delle foibe,dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale. Una solennità civile tesa a favorire ogni iniziativa volta a rendere doveroso omaggio alle vittime e riconoscimento ai superstiti, nonché a diffondere la conoscenza di quei tragici eventi, in primo luogo tra i più giovani.
L'Amministrazione comunale di Cecina celebra questa ricorrenza il 10 febbraio alle 10 con la deposizione di una corona di alloro presso la piazza intitolata ai Martiri delle Foibe. La cittadinanza è invitata a partecipare. Anche Rosignano ricorda le vittime delle foibe. Lo fa con una lettera il sindaco Alessandro Franchi, indirizzata alle scuole con l’invito a riflettere su ciò che è stato.
«Questo giorno - scrive Franchi - è stato scelto in riferimento al 10 febbraio 1947, data nella quale è stato firmato il Trattato di Parigi. Una data triste per i nostri connazionali del confine orientale in quanto l'Italia fu costretta a cedere alla Jugoslavia parte del proprio territorio nazionale decretando così l'inizio dell'ultimo e definitivo esodo dall'Istria, dalla Dalmazia e Fiume. Migliaia di italiani furono costretti ad abbandonare le terre in cui si trovavano le loro radici, i loro beni, i loro defunti. Furono travolti dall'esercito slavo comandato dal Maresciallo Tito già nel 1943 con una prima tremenda ondata di violenza, a cui seguirono innumerevoli e sistematici infoibamenti e atti di sterminio, passati sotto silenzio in nome della "ragion di Stato" per oltre mezzo secolo. Mi unisco all'invito rivolto alle scuole dal ministro dell'Istruzione, auspicando che gli istituti scolastici del nostro territorio approfittino di questa ricorrenza per attivare con i ragazzi momenti di riflessione capaci di analizzare criticamente ed attualizzare il passato».