Il Tirreno

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"Eri come mio fratello", il saluto di Vada a Lucignolo

Anna Cecchini
La bara di Mario Brigidi davanti all'altare (foto Falorni/Silvi)
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La bara di Mario Brigidi davanti all'altare (foto Falorni/Silvi)

Vada, folla al funerale di Mario Brigidi, morto in un incidente su via dei Cavalleggeri. Vadesi e turisti gli hanno tributato un lungo applauso. Il parroco: "Ci hai insegnato libertà e gioia"

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VADA. Un abbraccio collettivo a Lucignolo. L’intera comunità di Vada, ma anche tanti amici provenienti da altre regioni d’Italia, hanno affollato la chiesa di San Leopoldo per dare l’ultimo saluto a quell’amico sempre capace di portare sorrisi e felicità. Mario Brigidi, il sessantunenne che tutto sulla costa conoscevano con il soprannome di Lucignolo, è morto nella notte fra il 5 e il 6 febbraio, investito da un’auto su via dei Cavalleggeri, mentre era in sella alla sua bicicletta. Non appena si è sparsa la notizia vadesi e turisti habitué della frazione costiera hanno riempito i social network di messaggi di incredulità e affetto.

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E, nel pomeriggio di sabato 7 si sono riversato in chiesa per omaggiare Lucignolo, uno spirito libero e capace di trasmettere emozioni. Sulla bara erano sistemati una sciarpa della Juventus, squadra del cuore di “Lucignolo”, una felpa di Mediaset, di cui l’uomo seguiva alcune trasmissioni, alcune foto e, in terra, la ventosa sturalavandini che “Lucignolo” era solito portare sul capo.

 Il funerale si è aperto con  le parole scritte da Giulia (lette dalla madre), una bambina vadese che ha voluto salutare “Lucignolo” dicendogli “mancherai a tutti, soprattutto alle persone che ti volevano tantissimo bene. Eri come mio fratello”. Nelle panche della chiesa era seduto anche Christian, di Reggio Emilia, che ha conosciuto Lucignolo alcuni anni fa e per lui ha fondato una pagina facebook.

Parole di affetto e profonda stima sono arrivate anche dal parroco che ha celebrato la funzione, don Janusz Wozniak, che rivolgendosi direttamente a “Lucignolo” ha ricordato come abbia “trasmesso i suoi sogni a una comunità che perde una persona importante, hai saputo entrare nei cuori di tanti, come testimonia la presenza di così tante persone oggi in chiesa”. Poi don Janusz ha ricordato  che l’intera comunità ha potuto apprezzare in lui le virtù che ci mancano:  libertà e gioia, valori che vanno vissuti giorno dopo giorno e che tu hai saputo trasmettere e condividere”. Al termine della cerimonia funebre in chiesa è rimbombato un lungo applauso,  un saluto gioioso a una persona che ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tanti.

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