La manifestazione
Il Comune dà lo sfratto al negozio storico
Guardistallo, da marzo l'amministrazione locale tornerà in possesso di un fondo che ospita da sessant'anni un negozio di alimentari, il contratto di locazione in scadenza non sarà rinnovato
GUARDISTALLO. Con una recente delibera di giunta, il Comune di Guardistallo tornerà da marzo in possesso di un fondo che oggi ospita il negozio di alimentari “La bottega del Popolo” in affitto alla signora Maria Mancini. I locali si trovano in via Palestro, a un passo dall’ingresso di Palazzo civico, ma niente sarebbe se l’attività in questione non fosse storica, ossia esistente da quasi sessanta anni. Il documento non è passato inosservato, anzi.
Su Facebook Rita Pampana, capogruppo dei Democratici per Guardistallo, ha preso una posizione decisa, citando il documento affisso all’albo pretorio. Basta leggere quanto ha scritto per capire meglio. Il primo marzo, quindi tra meno di un mese, il contratto scadrà, l’esercizio commerciale sarà costretto a chiudere e l’amministrazione riprenderà il fondo per destinarlo all’ambito sociale e culturale e ricreativo in genere, lasciando “due signore e le rispettive famiglie senza lavoro”, si legge nel testo pubblicato sulla pagina Fb dei Democratici per Guardistallo.
Pampana non usa mezze frasi né giri di parole per definire un pasticcio la scelta del sindaco e dei suoi assessori in tempi di crisi. Che però non sono i soli a scatenare le ire dell’opposizione. La capogruppo entra nel merito e spiega che la motivazione della giunta è “ridicola”, in quanto a meno di cento metri di distanza ci sono le stanze del Ciaf – il centro per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia – poco utilizzate e, di conseguenza, basterebbe spostare lì altri progetti. Non solo: Pampana sostiene che quello sia “un negozio scomodo per gli amici”, mentre in campagna elettorale il sindaco aveva promesso agli affittuari che niente sarebbe cambiato. Invece, dopo le elezioni, è successo il contrario e la situazione, ora, è complicata e non più sostenibile.
Prima di chiudere, un pensiero di Pampana per gli altri consiglieri comunali. La capogruppo chiede loro cosa pensano di questa decisione e se si rendono conto di cosa succede in questo piccolo paese. Perché “un’amministrazione consapevole della gravità del momento in cui viviamo e della crisi economica che attraversiamo non avrebbe sottovalutato le conseguenze negative che porterà una scelta del genere. Ma a quanto pare, per voi, sono più importanti le attività ludiche della vita di due famiglie di Guardistallo. Senza considerare che al centro della discussione era e resta un’attività storica, punto di riferimento della comunità”.
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