Lutto
Il percorso minato che esclude i disabili: dal treno al bus
Cecina, dalla piazza della Stazione a quella della Libertà tutti i rischi e le carenze della viabilità pedonale misurati da un ingegnere
CECINA. Un terreno minato. Dalla stazione ferroviaria al terminal bus di piazza della Libertà il percorso è ad alto rischio. Lo certifica l'esperienza e lo misura con criteri scientifici, passo dopo passo, Tommaso Demi. Il giovane ingegnere cecinese ha elaborato un piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche lungo un tragitto che più di altri dovrebbe essere accessibile. Sono passati quattro anni dalla sua laurea di primo livello in Ingegneria civile all'Università di Pisa. Nel frattempo, Tommaso si è fatto ingegnere, manca solo la nuova tesi. Gli ostacoli, invece, sono sempre al loro posto.
Di tutte le possibili strade quella più "sicura" passa da viale Rosselli, via 2 giugno e viale Italia. L'osservazione è scientifica: 38 i criteri per misurare lo stato di accessibilità dei percorsi e della pavimentazione, la presenza di dislivelli e di arredo urbano, lo stato degli attraversamenti pedonali e dei parcheggi. Tragitto che abbiamo affrontato affidandosi alla guida di Tommaso Demi.
È sufficiente affacciarsi dalla stazione ferroviaria per capire che non sarà facile raggiungere il terminal bus. Il percorso con rampa per carrozzine termina nella piazza della Stazione. Chi ha disegnato le strisce dell'attraversamento pedonale lo ha fatto a qualche metro di distanza. Il tutto per raccordarsi con il marciapiede al centro della piazza, questo si a norma, con tanto di Loges, ovvero l’alfabeto per colori e forme che riesce a semplificare gli spostamenti a chi ha difficoltà visive. Soluzioni costruttive semplici, che agli scalini sostituiscono gli scivoli. E prevedono marciapiedi larghi almeno novanta centimetri, per consentire in sicurezza il passaggio almeno di una carrozzina. Peccato che a rovinare tutto spesso siano le auto in sosta che sbarrano il passaggio e le biciclette assicurate con la catena al lampione della pubblica illuminazione o ai pali dei cartelli stradali.
Imboccato viale Rosselli, invece, c'è il manto sconnesso del marciapiede ma di tutti è l'ostacolo meno insormontabile. Invece, all'angolo di via 2 giugno mancano sia l'indicazione per svoltare a sinistra che le strisce pedonali per chi volesse proseguire a dritto. Poi, imboccata la via c'è il problema della pendenza del marciapiede che dovrebbe essere inferiore all'1 per cento. E servirebbero, ma questo lungo tutto il percorso, i sistemi Loges per indicare i passi carrabili. Una soluzione indispensabile per avvisare di fare attenzione a chi si muove senza poter vedere gli ostacoli. Questo è il tratto più complicato. E lo abbiamo verificato in giorni diversi. Spesso le auto sono lasciate in sosta sul marciapiede impedendo il passaggio anche ai pedoni.
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Resta un tratto di viale Italia, con scalini e attraversamenti non segnalati. Poi l’arrivo in piazza della Libertà. E la salita sul bus.
Quello messo a punto dall’ingegner Demi è un sistema per misurare l’accessibilità dei percorsi. «Ho elaborato un modello matematico osservando le zone della città a maggior priorità per la presenza di uffici e attività commerciali – dice –. E tenuto conto delle difficoltà di spostamento a piedi per chi ha una disabilità a Cecina sta tutto dentro a un quadrato di un cinquecento metri di lato». E conclude: «Quello che colpisce è la scelta in passato di adeguamento di alcuni percorsi per i quali non è chiara la priorità. Per esempio, quello che dal centro commerciale Coop porta alla piscina comunale. Percorsi che oltretutto non collegati tra loro».
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