Il Tirreno

economia

Borsa del turismo a caccia di un lavoro arrivano in 800

di Manolo Morandini
La Borsa mercato del lavoro nel turismo a San Vincenzo
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La Borsa mercato del lavoro nel turismo a San Vincenzo

San Vincenzo, è il punto d’incontro fra imprese della zona e candidati. In cerca di occupazione anche ultracinquantenni e laureati per contratti stagionali di tre opiù mesi

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SAN VINCENZO. «Ti hanno pagato?». Si incontrano in fila, gomito a gomito. E l’uno si aggiorna sull’evoluzione lavorativa dell’altro. «Hanno chiuso il bar – risponde – e sono spariti lasciandomi con più di un mese da riscuotere». San Vincenzo è il giorno della 17ª edizione regionale della Borsa Mercato del lavoro nel turismo. Ed è un’occasione in cui mostrarsi sorridenti, comunque. La speranza di convincere uno dei quaranta imprenditori a staccare un contratto di lavoro stagionale è più forte della spirale di delusioni accumulate in anni di occupazioni occasionali.

All’interno della Cittadella, un maxi edificio in cui di solito di balla, c’è lo spazio in cui sono allestiti gli stand delle imprese. Si entra a piccoli gruppi ed è necessario registrarsi all’ingresso. E quando si aprono le porte, poco dopo le dieci, ad attendere ci sono più di trecento persone. E alla fine della giornata di colloqui gli organizzatori dell’Ente bilaterale per il turismo della Toscana (Ebtt) ne contano 782. A smistarli sono gli studenti dell’Alberghiero di Rosignano, in versione di Hostess e steward.

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Ci sono anche ultracinquantenni rimasti all’improvviso senza un lavoro e laureati, alcuni alla ricerca della prima occupazione, tra le 782 persone presenti alla Borsa mercato. Arrivano da tutta la provincia di Livorno e anche da fuori. Un successo di numeri che riflette il perdurare di profonda crisi del mondo del lavoro. Il colpo d’occhio sui candidati, la maggior parte ha un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, non lascia spazio a interpretazioni diverse. «Ho accompagnato mia figlia e mia nipote», dice una nonna. «Io il mio percorso l’ho fatto e sono arrivata alla pensione. Oggi è tutto più complicato e incerto. Da otto anni mia figlia passa da un lavoro precario all’altro».

Ai tavoli delle aziende, quaranta quelle presenti per oltre cento posti di lavoro offerti, i candidati sono in fila con i loro curricula, pronti al colloquio con i titolari. Le offerte riguardano perlopiù posti da cameriere, aiuto cuoco e lavapiatti nei ristoranti, barman e animatori. Ma ce ne sono anche di altri tipi. Fra un mesetto, i titolari comunicheranno le loro scelte. Contratti a tempo determinato per la stagione breve (tre o quattro mesi), per la stagione lunga (cinque o sei mesi) e anche annuali. «È il terzo anno che vengo – racconta una signora di 42 anni –. Mi accontento di lavorare tre mesi almeno quelli sono sicuri. In giro non riesco a trovare di meglio».

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Il polso della situazione lo dà Massimiliano Roventini che con la collega Chiara Volpe in veste di addetti del centro servizi Ebtt organizzano la Borsa. «Gli operatori sono rimasti soddisfatti dall’andamento della Borsa e rispetto alle passate edizioni registrano una maggiore presenza di persone con profili professionali attinenti alle offerte». Ma aggiunge: «Cosa diversa per quelle mansioni di base che rappresentano spesso un’opportunità per ricollocarsi nel mercato del lavoro».

«Quella di San Vincenzo è la prima Borsa mercato che si tiene nel 2015, altre ne abbiamo in programma a febbraio, il 19 a Firenze e il 26 a Grosseto – dice il presidente dell’Ebtt della Toscana Federico Pieragnoli –. Il nostro settore rappresenta una realtà di 15.000 imprese e circa 50.000 addetti in tutta la regione. Da anni rappresentiamo un bacino occupazionale importante, facciamo la nostra parte ma servirebbero maggiori incentivi».

Il presidente Pieragnoli entra nel merito. «Sull’occupazione servirebbero maggiori incentivi alle imprese che assumono. A un lavoratore nel turismo di stipendio netto annuo arrivano in tasca circa 15.000 euro ma per l’impresa si tratta di dover fronteggiare un costo doppio, pari a circa trentamila euro. Insomma, ogni impresa è come se avesse al suo interno un socio di maggioranza che è lo Stato che si prende il 68% attraverso il carico impositivo. le nuove normative vanno nella giusta direzione ma sono ancora troppo poco per dare un impulso decisivo allo sviluppo del turismo».

 

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