Il Tirreno

I terreni del conte e la causa infinita: si riparte da Livorno

di Divina Vitale
I terreni del conte e la causa infinita: si riparte da Livorno

Walfredo della Gherardesca rivendica proprietà del 1849 Il tribunale di Lucca si è detto incompetente, tutto da rifare

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CASTAGNETO CARDUCCI. Il conte Walfredo della Gherardesca dovrà attendere ancora un po’ per riavere i terreni di sua proprietà, che equivalgono a metà, più o meno, del paese di Donoratico. Sempre ammesso che ci riesca, visto è che è stato bocciato anche al secondo tentativo

Una vicenda, quella delle proprietà dei Della Gherardesca e dei canoni dei contratti di entiteusi che affonda le radici nella metà dell’Ottocento a quando cioè risalgono i primi atti di utilizzo delle proprietà della nobile famiglia.

La prima causa è durata quasi vent’anni (dal ’92 al 2010), in seno al Tribunale di Livorno: una contesa giudiziaria in cui il conte, discendente diretto di Ugolino, non ha avuto la meglio. Gli fu contestata la mancanza di estensione del contradditorio a tutti gli eredi interessati (una faccenda piuttosto complicata visto che le proprietà sono molto frammentate tra i componenti della famiglia).

La sentenza. Poi è arrivato il Tribunale di Lucca che lunedì sera ha decretato la propria sentenza, declinando la propria competenza territoriale a favore del Tribunale di Livorno e accogliendo così una delle eccezioni principali mosse dal legale del comune (legata appunto alla competenza territoriale), l’avvocato Piero Narese. L’ordinanza infatti rimette gli atti al Tribunale di Livorno assegnando un termine di 60 giorni (termine utile anche affinché il capostipite notifichi la riassunzione della causa a tutti i liticonsorti, ovvero gli eredi di Guido Alberto della Gherardesca e anche al comune) per ripresentarsi in appello e condannando parte ricorrente a rifondere al Comune le spese di lite nella misura di euro 2.500 euro oltre le spese generali (15%) e Iva e Cap.

La causa. Della Gherardesca chiedeva all'amministrazione comunale, oltre alla restituzione delle terre che gli appartengono (un 50% del totale, circa 370 ettari su 750) in relazione a contratti enfiteutici stipulati nel 1849 e nel 1852 (subito dopo i moti del ’48), l'annullamento degli atti di affrancazione più il pagamento dei canoni non corrisposti e il risarcimento danni.

Una questione che potrebbe risolvere la situazione finanziaria di molti oggi giorno, perché se Della Gherardesca prima o poi la spuntasse, la causa varrebbe 3 milioni di euro più interessi, un totale che ricoprirebbe ampiamente una quarantina di anni di mancato affitto (le sue richieste partono dal 1957, data in cui il comune, secondo l’accusa, avrebbe smesso di corrispondere il canone ad un ramo della famiglia).

Secondo il conte infatti nei contratti non era compresa la clausola di acquisizione per usucapione e quindi la restituzione oggi sarebbe più che legittima. Ma per adesso i Tribunali di Livorno e Lucca non hanno accolto le motivazioni di Walfredo della Gherardesca e anche la sezione agraria del Tribunale di Lucca ha rimesso tutto a Livorno.

L’ultima parola resta al conte e agli eredi a questo punto: perché per ripartire da Livorno la causa deve interessare la famiglia al completo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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