Il Tirreno

Pd, condannati i circoli più piccoli

Il tesoriere Garzelli smussa, ma Bartalesi insiste: «Accorpare è l’unica strada»

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Assicura che non ci sono sedi a rischio, ma che certo tutti i circoli dovranno rimettersi in discussione e incrementare l’attività politica interna. Massimo Garzelli, tesoriere del Pd rosignanese getta acqua sul fuoco dopo che il segretario dell’Unione Comunale Bartalesi ha preannunciato la necessità di tirare la cinghia. Come? Diminuendo il numero delle sezioni sul territorio. «Non è solo un problema economico - taglia corto Garzelli - ma politico». È evidente, insomma, che quelle sezioni che meno si affannano a partecipare alla vita politica e non coinvolgono molto iscritti e cittadini in iniziative di autofinanziamento, quanto meno debbano rivedere la loro gestione. O rischiano di chiudere i battenti.

«Tutte le sette sedi di altrettante sezioni - precisa Garzelli - sono di proprietà della Fondazione Ds, alla quale il Pd di Rosignano paga una somma cumulativa, che non è un affitto vero e proprio, ma tiene conto di Imu, Tari, Ires di varie spese generali». Chiaro che il Pd, visto anche che la cifra è lievitata nel tempo a causa dell’incremento dell’ammontare delle tasse, adesso si trova in difficoltà a far quadrare i conti, assicurando il pagamento alla Fondazione Ds dell’intera cifra relativa alle sette sezioni. «Diciamo - ammette Garzelli - che il problema è sul tavolo, c’è da regolarizzare alcune posizioni ma non credo si vada verso una chiusura. Semmai i circoli meno attivi devono rimettersi in discussione e fare più attività politica».

Se Garzelli sembra più possibilista, Bartalesi assicura che «l’obiettivo è quello», cioè quello di arrivare, prima o dopo, alla chiusura di alcune sezioni. «Giovedì - dice il segretario - porterò in assemblea l’inizio di questo percorso. Si tratta di un iter da costruire lentamente, che va accompagnato con una serie di riflessioni». Bartalesi sottolinea come «viviamo un momento di cambiamento nel modo di concepire e fare politica, anche l’approccio dei cittadini è diverso. Quindi c’è da domandarsi se sia giusto o meno avere sette sedi, oltretutto pare inutile tenerle aperte tutte e pagare l’affitto ma poi non fare regolare attività all’interno». Il segretario dell’Unione comunale parla di «un’operazione di buon senso, in un’era di macroaccorpamenti».

Chiaro che nessuno, al momento, si sbilancia sui nomi delle sezioni da cancellare. Che però, seguendo la linea delle affermazioni dei vertici Pd locali, potrebbero essere quelle che fanno meno attività politica. Di certo giovedì, all’assemblea del partito, si capirà come reagiranno gli iscritti.(a.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa