Il Tirreno

Pd, si accorpano i circoli

Andrea Rocchi
Il segretario del Pd di Rosignano Francesco Bartalesi
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Il segretario del Pd di Rosignano Francesco Bartalesi

Il piano di Bartalesi all'assemblea per riorganizzare il partito

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ROSIGNANO. Non sarà facile convincere gli iscritti, soprattutto i militanti con più primavere alle spalle che provengono dal vecchio Pci e dai Ds, che tenere in vita sette circoli non è più possibile. Che è necessaria un’organizzazione “più snella e meno macchinosa” del partito”, ma che soprattutto le sedi costano e la Fondazione dei Democratici di Sinistra è mobilitata e pronta a procedere ad una sorta di spending rewiew.
Immaginarsi che un circolo, magari “storico”, possa ammainare bandiera sarà duro da assorbire. Dietro, oltre alla storia, ci sono affetti, legami, a volte vicende familiari. Eppure quella che Francesco Bartalesi, segretario dell’unione comunale, si accinge a compiere è un’operazione delicatissima per il Pd rosignanese. Giovedì prossimo, infatti, nella sede dell’unione comunale è convocata l’assemblea con all’ordine del giorno - si legge - “riorganizzazione assetto del partito”. Che vuol dire quello che dicevamo prima: pensare ad una struttura del Pd più snella e - come dice lo stesso Bartalesi - “più rispondente ai tempi ed ai cambiamenti della politica”.
Il segretario prende ad esempio la vicenda Livorno, le ultime elezioni comunali che hanno visto a sorpresa la vittoria dei 5 Stelle. «Un partito non ancora strutturato che ha vinto senza avere neppure una sede», dice Bartalesi. Insomma, se Nogarin ce l’ha fatto solo con personal computer perché i Dem devono tenere in vita un apparato complesso negli anni della politica liquida, per usare un termine caro a Zygmunt Bauman. Il segretario è consapevole che per far passare la sua linea (e forse quella della Fondazione) è necessario convincere una parte della vecchia “base” che sarà recalcitrante, andare ad intaccare vicende ed emozioni personali. Però, ci dice, è un’operazione che va fatta. Ed allora cosa ha in mente Bartalesi per convincere un’assemblea dove non mancano di emergere voci fuori dal coro? «Penso ad una serie di accorpamenti soft». Che significa tagliare alcuni circoli, ma non tutti. Pensare per esempio ad accorpare quelli più omogenei (le colline?). Per Bartalesi si tratta di riorganizzare la macchina del partito e renderla “più rispondente ai tempi”. Bisognerà vedere se la sua proposta sarà convincente, se soprattutto sarà accettata dall’assemblea, anche se su questa linea il segretario sembra determinato ad andare avanti. La questione delle proprietà immobiliari del partito, oggi in mano alla Fondazione, è una questione importante. Ecco perchè esigenze di organizzazione interna e questioni prettamente economiche s’intrecciano. Ecco perchè c’è da immaginare che l’assemblea di giovedì non sarà una normale assemblea di partito.
 

 

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