Sicurezza
Lavori inderogabili e il rebus gestione: bocciodromo a rischio
La concessione scade il 30 giugno: servono interventi per 350.000 euro e una nuova società. Arci e Fib al lavoro
CECINA. Al Bocciodromo di via Corsini dovranno cessare le consuete attività di ritrovo sociale, il gioco delle bocce che rende i pallai sempre pieni di vita, carichi di allegria ed occasioni di battute e sfottò fra amici? Un punto interrogativo sulla testa di decine di cecinesi, soprattutto pensionati che utilizzano da anni la struttura comunale. Come un rebus resta l’attività agonistica: la Bocciofila Arci Cecina, infatti, dove andrebbe ad allenarsi proprio ora che la struttura è diventata Centro tecnico regionale in prospettiva anche della costituzione di un vivaio di giovani atleti?
I problemi sono di due ordini. Primo, l'impianto perde pezzi, come di recente è accaduto per una parte di controsoffitto lato sud, necessità di una seria manutenzione. Forse ci sono state delle manchevolezze nella gestione degli ultimi tempi. Ma ora non c’è più tempo da perdere ed occorre porre rimedio alla situazione, altrimenti il rischio è la chiusura di un impianto che oltre all’attività sportiva ha una preziosa funzione sociale. Secondo aspetto, quello gestionale. La concessione del Comune è scaduta con fine 2014, tuttavia l'ente l'ha già prorogata di sei mesi, scadrà dunque il 30 giugno, dopo di che verrà emesso il bando per la nuova gestione. Gestione che potrebbe regolarmente continuare ad essere affidata all’Arci di zona relativamente all’ impianto nel suo assieme. Non è più regolare, invece, in base alle nuove normative, la presenza della sede e l'utilizzo dei pallai da parte della Bocciofila Arci Cecina.
Vale a dire che è a rischio la presenza del Centro tecnico federale, tanto che la FibToscana (Feerazione Italiana Bocce) particolarmente interessata alla questione ha lanciato il grido d'allarme indicendo la riunione dei soci del Bocciodromo che si è svolta venerdì sera: presieduta da Giancarlo Gosti presidente della Fib Toscana, con lui il consigliere Luigi Daniele, presenti anche la presidente del Comitato Arci di zona Claudia Franconi e il fiduciario zonale Coni Mauro Guglielmi. Un centinaio le persone in sala, per un'assemblea invero un po' concitata; del resto l'argomento sul tavolo era importante, e reso scottante dal fatto che c'è poco tempo per adottare misure adeguate. Per cominciare le opere necessarie, e vedere di farle bene, Gosti ha sottolineato che "è necessario superare le incomprensioni che in quest'ultimo periodo si sono manifestate con un momento che vuol ridare slancio al movimento in vista di possibili svolte positive per l'impianto e i suoi frequentatori". Al riguardo Franconi ha dichiarato il proprio impegno e la piena disponibilità dell'Arci a risolvere la questione con il comune di Cecina sebbene il problema sia soprattutto della Bocciofila. Infatti Gosti si è affrettato a chiarire cosa c'è da fare perché le carte siano in regola: la Bocciofila Arci Cecina praticamente non esiste, quindi deve essere formata una nuova società di diverso nome, ad esempio solo Bocciofila Cecina, con tutti i crismi legali e sportivi, si deve affiliare alla Federazione Bocce, e anche come ogni società deve iscriversi all'albo del Coni. Solo così vengono acquisiti i requisiti per entrare a far parte della gestione del Bocciodromo. Che poi la nuova società potrà svolgerla unitamente ad Arci Solidarietà e Comitato Arci di zona in prolungamento della loro, nel caso dell'assegnazione da parte del Comune a seguito del bando previsto. Il tempo stringe, per cui è stato formato un gruppo di lavoro al quale fornirà la sua esperienza in materia e collaborazione il fiduciario zonale Coni. Ma i temi toccati sono stati altri, all'insegna di un movimento generale di rinnovamento dell'ambiente. A cominciare dalle opere di ristrutturazione che l'impianto manifesta necessarie come tetto, intonaci interni, infissi; alcuni giovani hanno detto che rendendolo più accogliente potrebbe richiamare la frequenza di loro coetanei. Il Comune l'anno scorso ha individuato 350.000 euro di lavori, ma sarebbero procrastinati al 2016.
Paolo Marsili
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