Il dolore
Il caso degli argini: niente commissione garanzia e controllo
CECINA. Perde la coincidenza il consigliere di Cecina Insieme Pamela Tovani. Nell’ultima seduta consiliare non è rimasta soddisfatta delle risposte dell’assessore Carli all’interrogazione sulle...
CECINA. Perde la coincidenza il consigliere di Cecina Insieme Pamela Tovani. Nell’ultima seduta consiliare non è rimasta soddisfatta delle risposte dell’assessore Carli all’interrogazione sulle “prescrizioni legate alla realizzazione del porto di Cecina e sulla sicurezza del fiume”. Allora bussa alla porta della Commissione di garanzia e controllo, istituita nella stessa seduta, presieduta dalla grillina Rosanna Farinetti, per proporre un’audizione sul tema. Ma l’audizione non si farà, semmai ad occuparsene sarà la Commissione urbanistica e non rima del 19 febbraio perché il dirigente responsabile dei procedimenti Renato Gori è in ferie.
«Il sindaco ha preferito che demandassi la richiesta alla commissione urbanistica – dice Farinetti –. Sono una neofita della politica ma le sue argomentazioni mi hanno convinta. In commissione garanzia e controllo potrà essere fatto un passaggio successivo quando avremo acquisito i documenti».
C’è chi parla di un autogol delle opposizioni. E lo fa a prescindere dagli esiti dei lavori basandosi sulle composizioni e gli equilibri delle due commissioni consiliari, quella urbanistica con presidenza in quota Pd e l’altra affidata ai Cinque Stelle.
«Rispetto alla risposta scritta dell’assessore Carli alla mia interrogazione in consiglio comunale sono stati forniti altri elementi tra cui numeri e date su cui non ho riscontri – afferma Tovani –. E tra questi che il progetto dell’arginatura in destra del fiume, di competenza della Porto di Cecina, potrà essere valutato solo a collaudo di quello per cui è stato avviato il cantiere sulla sponda sinistra». E ancora: «Solo in consiglio abbiamo appreso che la sospensione dei lavori all’argine remoto in sinistra dipende da un provvedimento dell’amministrazione comunale».
Tovani a seduta consiliare finita, è il 27 gennaio, riordina le idee e scrive alla neo presidente della Commissione di garanzia e controllo. “A seguito di quanto emerso nel corso della discussione del consiglio”, si legge nella lettera con cui la invita “a convocare, non appena possibile, la commissione”, chiamando per l'audizione “i funzionari responsabili dei procedimenti attualmente in corso relativi alle arginature del fiume”.
«La presidente Farinetti prima risponde che si attiverà per la convocazione e poi che tutto si sposta nella commissione urbanistica», dice Tovani. Che aggiunge: «L’importante è che alla fine ci sia il modo di affrontare la questione ma dover attendere il rientro dalle ferie del dirigente Gori mi pare un pretesto. Quello che avrei voluto appurare non sono gli aspetti urbanistici ma verificare i permessi rilasciati e gli atti relativi ai progetti. Così, invece, tutto fa pensare che si vuole evitare che si metta il naso nelle carte e che si vada a indagare. E si prende anche tempo facendo slittare tutto al 19 febbraio».(m.m.)
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