Il Tirreno

Per quell’incidente i colpevoli sono due

di Manolo Morandini
Per quell’incidente i colpevoli sono due

Decisa dal giudice di pace la pena dei domiciliari per la vigilessa Maura Onorati e l’altro automobilista Alberto Calvo

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CECINA. Si chiude un capitolo. Il primo di una storia in cui chi vince ha perso quasi tutto dal 14 dicembre del 2011. Le responsabilità nell’incidente stradale che ha reso Paolo Ameruso, all’epoca aveva 17 anni, tetraplegico e in uno stato di minima coscienza per il giudice di pace di Cecina Giovanna D'Alessio sono chiare, le testimonianze e le perizie convergono. Condannati sia la vigilessa Maura Onorati che Alberto Calvo, alla guida dei veicoli coinvolti nell’impatto avvenuto in via del Paratino. La prima dovrà scontare quaranta giorni ai domiciliari mentre per l’uomo la pena è di trenta giorni.

Sul banco degli imputati Onorati e Calvo sedevano dalla fine del 2012. Ad entrambi si contestano, in concorso, delitti del codice penale e contravvenzioni del codice della strada che vanno dalle lesioni gravi colpose alla condotta di guida in generale. Contestazioni che trovano riflesso nella sentenza. Ad Alberto Calvo, oltre ai domiciliari, che dovrà scontare il sabato e la domenica, sono state comminate due sanzioni amministrative: 500 euro per violazione di limiti di velocità (articolo 142 comma 8 del codice della strada) e 130 euro per non aver mantenuto il controllo del veicolo (articolo 141 comma 2). Mentre per Maura Onorati, anche lei la pena dei domiciliari dovrà scontarla nel fine settimana, la sanzione di 500 euro per aver superato i limiti di velocità e 250 euro per aver violato l’articolo 148, comma 2. Per entrambi, inoltre, è stata disposta la sospensione della patente di guida per un anno, ai sensi dell’articolo 222 del codice della strada.

Le motivazioni alla base della sentenza di condanna saranno depositate dal giudice di pace D’Alessio entro quindici giorni. Ma di fondo è assodata la dinamica all’origine della tragedia che ha stravolto la vita di Paolo Ameruso e sconvolto quella della sua famiglia. Lo si evince anche da una prima quantificazione dell’aspetto risarcitorio che vede in solido Calvo, Onorati e le rispettive compagnie di assicurazione Milano Spa e Reale Mutua rispondere per i danni causati a Paolo, ai suoi genitori e alla sorella. L'importo finale sarà quantificato in altra sede ma il giudice D’Alessio ha disposto una provvisionale con pagamento immediato di 2,8 milioni a favore di Paolo Ameruso, duecentomila euro al padre Antonio e altrettanti alla madre Teresa, 100.000 alla sorella Tania.

La dinamica dell'incidente è stata ricostruita da varie perizie tra cui quella del Ctu, il perito nominato dal tribunale, che ha affidato l'incarico all'ingegner Nardi di Pisa. Era il 14 dicembre 2011. In via del Paratino c'era poca luce perché erano passate le 18. Paolo Ameruso (17 anni) stava percorrendo con il suo scooter Zip Piaggio la strada in direzione Cecina. Davanti a lui c'era l'amico e coetaneo Iacopo Galli con la sua moto. Dopo l'incrocio con via della Macchia Paolo viene colpito dalla parte posteriore della Fiat Brava guidata da Alberto Calvo e cade a terra. Entra subito in coma. Nardi ha ipotizzato, attraverso simulazioni e crash test la dinamica: Calvo inizia il sorpasso della jeep Feroza di Onorati, mentre la donna si allarga perché sta superando i due motorini, Calvo anziché frenare si butta sulla carreggiata di sinistra dove trova l'erba, dà una sterzata a destra e poi a sinistra, sbanda e finisce contro lo scooter di Paolo Ameruso, arrestando la sua corsa contro un pino. La Onorati prosegue senza fermarsi.

All’udienza di ieri erano presenti il pubblico ministero togato Fiorenza Marrara, i legali della famiglia Ameruso, Paolo Barabino e Patrizia Cecconi; gli avvocati Saverio Dal Canto e Antonio Cariello per la Onorati, Alessio Dinelli per Calvo, e i legali delle assicurazioni dei due automobilisti: Silvia Dari e Alessandro Lascialfari.

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